Chiude Mosaicoon, la scaleup rimasta sempre a Palermo

Fonte: daylionline.it

In Italia abbiamo soltanto 178 casi di Scaleup, e quella considerata tra le più promettenti d’Europa si trovava inaspettatamente in Sicilia, territorio ricco di talenti ma purtroppo povera di esempi. Precisamente a Palermo, poco prima dell’Isola delle Femmine, sorge un palazzo di vetri, sede della Mosaicoon, una società vista quasi come un miracolo per gli eccezionali obiettivi conseguiti: in nove anni ha raggiunto un fatturato di 20 milioni di euro, ha assunto 100 dipendenti e aperto altre 5 sedi in tutto il mondo.

chiusura Mosaicoon
Fonte: eitdigital.eu

Era il 2009 quando il 34enne palermitano Ugo Parodi Giusino con la speranza di cambiare qualcosa nella sua terra, ha fondato Mosaicoon: “Fare impresa in Sicilia è la nostra antimafia”, diceva raccontando del suo progetto. La mini Silicon Valley siciliana, specializzata nella distribuzione di video per il web, ha avuto anche importanti clienti come Mc Donald’s, Vodafone, Barilla e Walt Disney, ma nonostante tutto non è riuscita a far fronte al monopolio del settore hi-tech in mano a pochi giganti, che le ha causato non poche difficoltà portandola infine alla chiusura. Una notizia difficile da mandare giù per tutta la Sicilia, regione in cui le aziende di queste portate sono pressoché inesistenti.

Sostanzialmente, una “Scaleup” può essere definita come una Startup ad alto valore innovativo, che attraversa una grande fase di crescita espandendosi anche all’estero, diventando quindi un contribuente rilevante per l’economia. Tuttavia proprio per via di questa crescita, è una tipologia di impresa più difficile da gestire, oltre al fatto che lavorare sul fronte dell’innovazione è sempre molto rischioso. Una differenza sostanziale tra Startup e Scaleup, è che nel primo caso quando si giunge al fallimento, l’impresa chiude. Nel secondo caso invece, generalmente si tende a comprarle, se non fosse che in Italia questo genere di acquisizione non è una pratica diffusa, tant’è che nessuno ha fatto un passo per comprare Mosaicoon.




In ogni caso, tutto ciò non è bastato per far rimpiangere al founder di essere rimasto nella sua Palermo, scelta che senza dubbio rifarebbe e che continua a considerare un privilegio. La vicenda di Mosaicoon non è quindi da considerare meramente come un’esperienza negativa, ma è anche simbolo di una Sicilia che ha le potenzialità per emergere in ogni ambito, perfino nel digitale.

Roberta Rosaci

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