Per alcuni il problema non è la cittadinanza, ma l’assenza di pudore

Fonte immagine: donatosaulle.it
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Come tutti i lettori sapranno, Ultima Voce ha deciso da tempo di spingere favorevolmente a favore di una giusta riforma sulla cittadinanza italiana.

Ius Soli e Ius Culturae, se ne dicono di tutti i colori, e noi con molte delle nostre pubblicazioni cerchiamo di fare quanta più chiarezza possibile. Crediamo fortemente nella necessità di una proposta valida e seria in grado di partorire “un’esistenza” che centinaia di miglia di persone in Italia oggi non hanno.

Probabilmente questa decisione non verrà condivisa da molti, il rischio di risultare impopolari è alto e concreto, non a caso in un modo o nell’altro ne stiamo già pagando le conseguenze. Ma tutto questo passa in secondo piano, quando sul tavolo, tra le fishes da gioco, troviamo principi quali l’uguaglianza, identità e civilizzazione. Passano in secondo piano anche i continui attacchi che quotidianamente subiamo a causa di questa piccola grande battaglia.

Ma c’è una cosa che non può assolutamente passare inosservata, è il possibile tentativo, da parte di molti, di strumentalizzare la faccenda nello squallido sforzo di procacciarsi un successo mediatico o professionale a discapito di tutti quei respiri ansimanti che sbottano fuori dai polmoni dopo il grido “IO SONO ITALIANO”!

Durante queste settimane, Ultima Voce ha avuto la possibilità e la fortuna di conoscere molti protagonisti di questa faccenda, ci siamo esposti con loro e abbiamo scambiato abbondanti idee (alcune discordanti), ma oltre a questo abbiamo fatto anche un’altra cosa: abbiamo osservato, e lo abbiamo fatto attraverso le cose più semplici e ovvie. “Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare” diceva un certo Arthur Conan Doyle, la parte più interessante sta nel fatto che le grandi verità, spesso, escono proprio dall’osservazione di queste ovvietà.

La sensazione è drammatica, ma per chi si nutre di stimoli, come Ultima Voce, non può fare altro che originare germogli capaci di sbocciare in nuovi stimoli elitari, rivolti a chi sul serio si batte per i propri diritti e per quelli dei più emarginati e soli nella loro tempesta viscerale.

All’interno delle tante interviste rilasciate dai principali esponenti di questo movimento, dietro a lacrimevoli forzature nel tentativo di sottolineare i propri attestati, riconoscimenti, premi ricevuti e capacità artistiche possedute, dove si nasconde la brama di rivalsa? In quale celato viluppo si eclissa completamente la resistenza verso i diritti di un milione di persone che in voi credono e sperano? Forse è il goloso bignè, straripante di crema e strumentalizzazione, a schermare l’onesta causa. Noi rammentiamo attenzione, perché con certi dolciumi, abitualmente ci si imbratta le mani!

Non si può che concludere con una nota: Ultima Voce continuerà a sostenere le giuste cause, e tra queste, anche quella dei tanti cittadini italiani dentro e stranieri fuori. Lo diciamo con coraggio, lo stesso che i vincolati e soprelevati personaggi coronati come simbolo di questa riforma dovrebbero avere, perché la volontà politica e il coraggio non manca solo a questo Governo, ma anche a chi, ormai carico di un’onorevole responsabilità, trascura certe iniziative dichiarando apertamente di aver paura.

 

 

Andrea Umbrello

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