Codice etico sull’Intelligenza Artificiale: ci ha pensato l’Europa

Fonte: istitutoeuroarabo.it
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Negli ultimi anni è senza dubbio aumentato l’interesse per l’Intelligenza Artificiale, un settore che potrà portare alla trasformazione del nostro mondo, seppur non ne sia ancora così chiaro a tutti il vero significato. In breve, l’AI (Artificial Intelligence) si può definire come l’abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi o svolgere compiti e attività tipici della mente umana, dunque è una disciplina che si occupa di realizzare macchine in grado di agire autonomamente.

Fonte: hdblog.it

Chiaramente questa possibilità di poter replicare il funzionamento del cervello dell’uomo (anche se in realtà non così facile, in quanto sono ancora ignoti alcuni meccanismi della nostra stessa mente), ha fatto sorgere alcune questioni etiche, come identificare la morale che le macchine dovrebbero seguire e il nostro rapporto con esse. A questo proposito l’Unione Europea ha pubblicato un codice etico sull’Intelligenza Artificiale (al momento ancora provvisorio, la versione definitiva arriverà nel marzo 2019). Il documento è stato redatto da 52 esperti del settore e stabilisce il principio che l’AI non deve danneggiare l’umanità ma deve tutelarne la sicurezza fisica, psicologica e finanziaria.

Andrup Ansip, vicepresidente della Commissione europea e commissario al Digitale, si è così espresso:

“L’intelligenza artificiale può apportare grandi benefici alle nostre società, dalla diagnosi dei tumori alla riduzione del consumo energetico. Ma affinché le persone accettino e utilizzino i sistemi basati su questa tecnologia devono averne fiducia, sapere che la loro privacy è rispettata, che le decisioni non sono di parte. Il lavoro del gruppo di esperti è molto importante in questo senso e incoraggio tutti a condividere i commenti per aiutare a finalizzare le linee guida”

L’intelligenza Artificiale ha un ruolo sempre più importante in diversi settori, ma in realtà ne esistono già alcune semplici dimostrazioni nella vita quotidiana di ciascuno: un banale esempio possono essere gli assistenti vocali Siri di Apple e Alexa di Amazon, i quali riconoscono il nostro linguaggio e sono pronti ad ascoltare ed adempire le nostre necessità, fino a riconoscere ormai le nostre abitudini e consigliarci di conseguenza come agire.




Tuttavia, rimane un tema estremamente delicato quanto dibattuto: se da una parte l’Intelligenza Artificiale consentirebbe importanti progressi nello svolgimento di compiti complessi (come ad esempio le diagnosi mediche), dall’altra ha un impatto non trascurabile per quanto riguarda il piano sociale, culturale ed economico delle nostre vite. Dunque, è sicuramente necessario sviluppare valide ricerche per misurarne e valutarne gli effetti sociali ed economici, così da poter potenziare gli effetti positivi e ridurre invece i rischi. Come sempre, ciò che fa la differenza nello sviluppo di una tecnologia, è l’uso che se ne intende fare.

Roberta Rosaci

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