Colonus – Il sci-fi secondo Pisani & Lauria

La Terra si è rotta di ospitarci e non resta altro che trasferirci su Venere e Marte

Fonte: Edizioni Inliostro
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Fonte: Dark Horse & Edizioni Inliostro

Colonus” è un graphic novel del genere fantascientifico realizzato dall’autore statunitense Ken Pisani e dal disegnatore lucano Arturio Lauria. Una coppia quasi inedita che ha saputo confezionare un prodotto di qualità. In realtà i due ebbero in passato una giovevole collaborazione dalla quale uscì fuori una storia a fumetti, appena otto tavole, premiata nientepopodimeno che al Geekie Awards nel 2013. Leggenda vuole che proprio quelle otto tavole abbiano rappresentato il preludio del grande successo di “Colonus“.

Il fumetto “Colonus“, originariamente edito da “Dark Horse” e portato in Italia da “Edizioni Inkiostro“, è ambientato in un non meglio precisato futuro. Il mondo come noi lo conosciamo è finito ormai da un pezzo e la razza umana cerca rifugio altrove, come su Marte o Venere (la Terra dev’essere davvero messa male). Sul primo ci si trasferisce l’oligarchia dominante mentre sul secondo, pianeta notoriamente inospitale, vengono inviati gli scarti della società,i reietti e le classi sociali più basse (insomma come ci si aspetta d’altronde, il posto migliore a chi già sta bene, la me*da a chi ci è abituato).
Fonte: Edizioni Inkiostro
Ma i “poracci” sorprendono tutti e, nonostante Venere sia davvero un posto di “me*da”, riescono nell’impresa di sopravvivere e rendere perlomeno abitabile la loro nuova casa. Il tutto è stato reso possibile grazie ai consigli di un leader illuminato (del quale non svelerò subito l’identità) e al meno simpatico, ma a quanto pare necessario, sacrificio di un quinto della popolazione. Ma che vogliamo farci? La ragione pare dalla loro parte, o almeno dei sopravvissuti, perché, nel giro di ben tre generazioni, Venere risulta decisamente più ospitale e leggermente meno periglioso rispetto all’approdo. Ma questo lodevole risultato non passa inosservato e Venere, da scarto di pianeta qual era, diventa oggetto delle attenzioni della colonia di Marte (ma guarda ‘sti str*nzi). Ricorda molto la storia del rap in Italia. Inizialmente nessuno se lo cag*va finché non ci accorse improvvisamente del popò di grano che ci girava attorno. Il resto della storia la conosciamo.

 




Fonte: Edizioni Inkiostro
Molti, invece, non conoscono il seguito di questa avvincente epopea sci-fi. Dove eravamo rimasti? Quindi i novelli “marziani” si accorgono di quanto, in realtà, fosse gnocca Venere e decidono di intraprendere qualcosa che nessuno immaginerebbe, una bellissima guerra di occupazione (e cosa aspettarsi da un autore americano). Ma le vicende della colonia si intrecciano con quella personale del leader, Braxton, prima soltanto citato. Lui è l’asse attorno al quale ruota metaforicamente Venere. Lui è il condottiero al quale sono assegnate le sorti della colonia. Durante tutto l’arco narrativo ci si rende conto della mancanza di un antagonista per eccellenza. Il vero nemico è la natura stessa dell’uomo, come nel più classico homo homini lupus.
Colonus è lo scontro tra due idee opposte di società. Da una parte gli abitanti di Marte hanno un indole profittatrice, dall’altra gli emarginati (dopo ben tre schiatte, ormai quasi “venusiani”), sebbene temprati, nel fisico e nell’animo, da condizioni di vita infernali, mostrano ancora un briciolo di umanità. Niente di eccezionale, badate bene, ma, perlomeno, hanno un minimo di riconoscenza nei confronti del sacrificio dei “5” (ebbene si, il quinto della popolazione sfigata che ha dovuto immolarsi per la sopravvivenza degli altri 4/5 fortunelli).
Il sistema solare
L’ampia divergenza di vedute è messa ancora più in risalto dalla scelta dei pianeti. Per chi, come me, non ha troppa dimestichezza con la geografia astronomica, sappiate che tra l’orbita di Venere e quella di Marte ci sta proprio il nostro bellissimo pianeta azzurro, la Terra, che, dopo la lettura del fumetto, promettiamo di trattare meglio perché, in tutta sincerità, non vogliamo finire su Marte, o ancor peggio su Venere, come gli str*nzi della storia fin qui raccontata.

 

Fonte: Edizioni Inkiostro
In conclusione Colonus è un gran bel fumetto. Il concept poggia su presupposti fisici strampalati, come qualsiasi sci-fi che si rispetti, mentre l’intreccio narrativo è davvero ben riuscito. Dal punto di vista grafico non trovo nulla da eccepire. I disegni sono caratterizzati da un tratto molto deciso. In realtà si assiste a una evoluzione grafica dalla prima all’ultima tavola. Nella parte finale del volume le ambientazioni appaiano più organizzate e si assiste a una crescente prevalenza dei chiaroscuri. I colori variano poco, forse per accogliere meglio la drammaticità delle vicende. Come si può notare dalla tavola in alto, i personaggi sono caratterizzati da espressioni cupe e poco rassicuranti. L’accentuazione della caratterizzazione grottesca arricchisce inverosimilmente la cronaca extraterrestre. In un contesto dove conta soltanto l’istinto di autoconservazione, i personaggi sono costretti a voltare le spalle al proprio lato umano
Howard Wolowitz (Big Bang Theory)

 

Prendete esempio da Wolowitz e lasciatevi trasportare dalla epicità di “Colonus”.

 

 

Giuseppe Bua

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