Colpo di Stato in Mali. La decisione del movimento M5-RFP

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Il colpo di Stato in Mali e la speranza di un popolo. M5-RFP apre al governo di transizione.

Il 18 agosto il colpo di Stato in Mali ha svegliato un intero popolo. I militari sfilano per le vie di Bamako regalando un anelito di speranza alla città e alla nazione. Il nuovo Comitato Nazionale per la Salvezza del Popolo ha esautorato l’ex presidente Ibrahim Aboubakar Keita, detto IBK, senza che sia stata versata una goccia di sangue. Il precedente governo, di cui nessuno sembra sentire la mancanza, lascia dietro di sè uno scenario repressivo, basti ricordare la manifestazione dello scorso luglio dell’opposizione soffocata nel sangue e nella violenza. Ora, le cose sembrano cambiare per il futuro del Mali.

La reazione dell’UE e della Francia dopo il colpo di Stato.

Il colpo di Stato in Mali ha scatenato la dura reazione non solo dei vicini di casa, ma di tutto il panorama internazionale. L’UE – e in particolare la Francia – ha interrotto le cooperazioni militari nel paese contro le forze Jihadiste. Il riferimento riguarda soprattutto la missione chiamata Takuba, l’equipe europea nata per combattere il terrorismo islamico nel Sahel, la regione nord del Mali. Tuttavia, le forze internazionali per la difesa del paese negli ultimi mesi si sono macchiate di gravi crimini contro la popolazione. A luglio, infatti, il corpo militare delle Forsat aveva sparato sulla folla in occasione della manifestazione contro IBK. Ora i giochi nello scacchiere politico appaiono mutati e sia l’Europa che gli Stati africani cercano una mediazione affinchè venga ristabilito quantomeno un organo costituzionale sulle orme dei vecchi governi.

Quale sarà il futuro del Mali dopo il golpe del M5-RFP

L’incontro con la comunità economica degli Stati dell’Africa (Cèdào), guidata dall’ex presidente nigeriano Goodluck Jonathan, si è concluso ieri. Il “Mouvement du 5 juin-Rassemblaments des forces Patriotiques” (M5-RFP) a capo del golpe ha liberato l’ex presidente IBK dallo stato di arresto, ma l’ex leader non tornerà in carica. Assimi Goita, portavoce del M5-RFP, ha annunciato di voler ripristinare un governo transitorio della durata di tre anni, ma la decisione – ha concluso – spetterà al popolo maliano.

A essere preoccupata è in primis la Francia, che dopo la dipartita di IBK teme di perdere l’appoggio del Mali e il controllo militare nel Sahel. La zona a nord del Mali è infatti teatro di sanguinosi attentati terroristici e da lì partono i flussi migratori diretti verso l’Europa. Il timore è che la situazione in quella regione possa deflagrare a favore del fondamentalismo islamico. Tra la pressione dell’Europa e le minacce interne, il Mali si gioca il proprio futuro.

Valerio Caccavale

 

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