Milano divisa in due, tra il comizio della Lega in piazza Duomo e il controcorteo in piazza del Cannone

Di Maio: "non abbiamo bisogno di ultradestre in Italia". Replica Salvini a Milano: "Chi ci chiama fascisti teme il futuro".

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“Qua non c’è l’ultradestra ma la politica del buonsenso: gli estremisti sono quelli che hanno governato l’Europa per venti anni” dice Matteo Salvini dal palco del comizio della Lega in piazza Duomo.

Oggi al raduno nazionalista erano presenti ben 11 delegazioni straniere, tra cui Marine Le Pen e Geer Wilders.

Sono accorsi in decine di migliaia  i sostenitori della Lega  da corso Venezia a piazza Duomo per il corteo sovranista,  ed immancabilmente si è replicata una scena già vista in diverse città Italiane  toccate dal tour di comizi di Salvini: i contestatori del vicepremier respinti ai bordi di piazza Duomo , blindata e con tanto di controlli e  metal detector agli ingressi.  Immancabili anche fischi, striscioni e cori contro il leader leghista, che però come suo solito domina la scena e sotto lo sventolare delle bandiere della Lega, esordisce così: “Buongiorno Milano, fate un applauso ai sindaci della Lega. Sono il cuore delle nostre comunità, da Nord a Sud. Sono la forza migliore. Fate un applauso a questi eroi che combattono tra mille difficoltà. Questa è l’anima della Lega, questo è il bello dell’Italia» e la manifestazione “Prima l’Italia! il buon senso in Europa” ha inizio.

Salvini: “chi ci chiama Fascisti teme il futuro”

Questa la risposta del Vicepremier alle sempre crescenti accuse di chi lo addita come promotore di ideali fascisti e promotore e sostenitore di partiti e associazioni di estrema destra.

“Noi amiamo la madonnina che ci guarda dall’alto, qui non ci sono estremisti, razzisti e fascisti. La differenza è tra chi guarda avanti, chi parla di futuro e di lavoro e chi fa i processi al passato: hanno paura del passato perché non hanno un’idea di futuro”.

Al Papa: “Stiamo azzerando morti nel Mediterraneo”

Per portare avanti la sua idea di futuro Salvini, oltre ai voti dei suoi sostenitori, con il rosario in mano chiede aiuto anche alla Vergine Maria: “Mi affido al Cuore immacolato di Maria che ci porterà alla vittoria” e poi lancia un messaggio diretto al Papa: “Con l’azione di governo ho dato risposte con fatti non con parole. Lo dico anche a Papa Francesco, che oggi ha detto “bisogna ridurre i morti nel Mediterraneo”.  Poi lancia le accuse verso quelli che definisce traditori del Sogno Europeo:  “E’ un momento storico talmente importante per liberare il continente dall’occupazione abusiva organizzata a Bruxelles da molti anni. Chi ha tradito l’Europa, il sogno dei padri fondatori, di De Gaulle e De Gasperi? I Merkel, i Macron, i Soros, gli Juncker hanno costruito l’Europa della finanza e dell’immigrazione incontrollata”.

Salvini: ” Finché io sarò ministro Sea watch non entra”

Salvini interviene anche a proposito della Sea Watch 3, la nave della Ong tedesca entrata oggi nelle acque italiane . Sono rimasti 47 i migranti a bordo dopo che l’Itala ha consentito lo sbarco di 18 persone, i bimbi con le loro famiglie e una donna ustionata. “Sta disubbidendo a indicazioni di Capitaneria e Finanza, abbiamo fatto scendere neonati e malati, mai dirò voltatevi dall’altra parte, la vita è sacra. Ma quella nave finché sono ministro dell’Interno in un porto italiano non entra”. Afferma Salvini.

Le Pen: “Atto fondativo di rivoluzione democratica”

L’ ex leader del Front National ormai da tempo sostenitrice del Vicepremier italiano  ha  partecipato alla chiusura della campagna elettorale per le europee organizzata da Matteo Salvini,  e così ha parlato ai microfoni del leader leghista:

“Salvini ha fatto diversi video di sostegno al nostro partito, oggi marceremo insieme, cosa dovremmo fare di più? Sposarci?” dice scherzosamente. ” Quello di oggi è l’atto fondativo di una rivoluzione democratica. Dobbiamo rispondere ora all’appuntamento che la storia ci fissa”.

Le Pen dal palco ha definito questa rivoluzione in corso come «pacifica e democratica» annunciando un imminente  “risveglio dei nostri popoli”. “La nuova armonia europea che stiamo costruendo si appoggia sul valore di ogni popolo – ha argomentato – la nostra Europa non è quella nata sessanta anni fa, ma è figlia di Atene e Roma, è figlia di contadini e marinai, di chi ha costruito il Duomo e Notre Dame, di Leonardo e Giovanna d’Arco. Non accetteremo mai che ci venga tolto questo patrimonio materiale e immateriale”. L’ ex leader del Front National ha poi lasciato il palco tra applausi ed acclamazioni della folla, dopo aver citato una strofa dell’inno francese rivisitandola: “Andiamo figli delle patrie, la gloria è arrivata”.

No ai muri, sì ai porti aperti

Nelle stesse ore in piazza del Cannone invece  si è svolta un altro corteo di opposizione alla prova di forza Nazionalista che si stava svolgendo in Duomo.  A manifestare sono stati tutti coloro che sono preoccupati per il futuro, perchè temono invece un ritorno al passato, a tempi di cupidigia e chiusura sia mentale che dei confini. Così la Milano che dice no ad un futuro Salviniano in Europa ha dato vita ad un corteo con striscioni ed iniziative ironiche, con lo scopo di lanciare un chiaro messaggio alla politica di Salvini: “No ai muri si, ai porti aperti”.

Rimosso striscione “restiamo umani” da Piazza D’uomo

A far scalpore è stata la rimozione di alcuni striscioni, uno esibito in piazza Duomo da un uomo travestito da Zorro con la scritta: “Restiamo umani”, proprio durante l’intervento della Le Pen.  In seguito anche un secondo con la scritta “Milano città aperta” mostrato da due donne nel cuore di Milano è stato fatto rimuovere da due agenti della Digos.

Di Maio: “Non abbiamo bisogno di ultra destra in Italia”

E sempre da Milano l’altro vicepremier, il 5 Stelle Luigi di Maio attacca nuovamente Salvini:

  “Quando si parla di ultradestra a livello europeo, bisogna essere giustamente preoccupati, per una deriva ideologica di cui non sentivamo proprio la mancanza in Italia, sono quelle che hanno chiesto all’Italia l’austerity, obbligando l’Italia a diventare il campo profughi, quindi è una questione molto pratica quella delle ultradestre, non vogliono bene all’Italia e se è così non ne abbiamo bisogno”.

Così si è conclusa l’ultima tappa della campagna elettorale di Salvini per le Europee, in una Milano divisa che in realtà, non solo rappresenta una divisione a livello nazionale, tra Sovranisti e no, tra Di Maio e Salvini, Cinque Stelle e Lega, ma pare essere diventata una divisone a livello europeo. Tra destre e sinistre, sovranisti e no, tra chi rimpiage il passato e chi lotta per una Europa migliore dal futuro però, sempre più incerto.

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