Comunicare con il tatto grazie alla tecnologia digitale

Lo studio sul comunicare col tatto è stato pubblicato su Transactions on Computer-Human Interaction.




Tutto un altro touch

Comunicare con il tatto grazie alla tecnologia digitale si fa sempre più concreto grazie allo studio della Purdue University. In questo caso specifico, parliamo di comunicazione uomo-macchina. Immaginate un mondo dove non ci serve una carta o uno smartphone per interfacciarci con la tecnologia. Un mondo dove basta solo un tocco del vostro indice. Se state pensando al touch screen, avete sbagliato strada. Qui il team di ricerca si è focalizzato su un progetto diverso. Infatti, il prototipo dovrebbe permettere al corpo di funzionare da medium tra la carta o lo smartphone e la macchina. Ciò significherebbe trasmettere letteralmente informazioni con un tocco. L’ingegnoso progetto non può trasferire denaro al momento, ma non esistono altre tecnologie in grado di muovere i dati attraverso un dito.

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Comunicare con il tatto: Un ricercatore trasferisce le informazioni da un chip in un orologio toccando un sensore collegato a un laptop. (credits:Purdue University photo/John Underwood)

Il prototipo si indossa come un orologio, al polso. Quando attivo, permette al corpo di funzionare come un trasmettitore, e può inviare attraverso il tatto informazioni come foto o password d’accesso toccando un sensore, ad esempio su un pc, come mostrato nella ricerca. “Siamo abituati a sbloccare i dispositivi utilizzando le nostre impronte digitali, ma questa tecnologia non farebbe affidamento sulla biometria, bensì sui segnali digitali. Immagina di accedere a un’app sul telefono di qualcun altro semplicemente toccandolo”, ha detto Shreyas Sen, un associato di Purdue e professore di ingegneria elettrica e informatica. “Qualunque cosa tocchi diventerebbe più potente perché le informazioni digitali la attraversano”.

Come funziona il tocco digitale

L’innovazione del progetto per comunicare con il tatto sta nel suo funzionamento. Essenzialmente, il macchinario stabilisce una sorta di “internet” all’interno del corpo. I dispositivi elettronici come gli smartphone, i laptop o i peacemaker, possono connettersi a questa rete per accedere alle informazioni o inviarne. Inoltre, mentre i dispositivi classici utilizzano una connessione bluetooth che radiano oltre il corpo umano, facilmente dirottabili da un hacker, questo non mostra problemi simili. La tecnologia sviluppata da Sen e colleghi mantiene i segnali confinati all’interno del corpo, accoppiandoli in quello che chiamano “Electro-Quasistatic range”. In breve, una gamma di frequenze sullo spettro elettromagnetico più basse rispetto a quelle dei segnali bluetooth. Questo meccanismo è ciò che consente il trasferimento di informazioni semplicemente toccando una superficie.

Nessun segnale esterno

Se dito si librasse anche solo un centimetro sopra la superficie, le informazioni non sarebbero trasferite. La tecnologia di Sen e colleghi non funziona senza un tocco diretto. Ciò impedirebbe a un hacker di rubare informazioni private come le credenziali della carta di credito intercettando i segnali. I ricercatori hanno dimostrato questa capacità in laboratorio facendo interagire una persona con due superfici adiacenti. Ogni superficie era dotata di un elettrodo da toccare, un ricevitore per ottenere i dati dal dito e una luce per indicare che i dati erano stati trasferiti. Se il dito toccava direttamente un elettrodo, si accendeva solo la luce di quella superficie. Il fatto che la luce dell’altra superficie rimanesse spenta indicava che i dati non erano trapelati. Allo stesso modo, se un dito passasse il più vicino possibile al sensore di un laptop, la foto non verrebbe trasferita. Con un tocco diretto, invece, si. Le macchine per carte di credito e le app come Apple Pay utilizzano un’alternativa più sicura ai segnali Bluetooth, chiamata comunicazione near-field, per ricevere un pagamento toccando una carta o scansionando un telefono. La tecnologia di Sen aggiungerebbe la comodità di effettuare un pagamento sicuro in un unico gesto.




Mani sempre libere

“Non dovresti portare un dispositivo fuori dalla tasca. Potresti lasciarlo li o addosso e semplicemente usare il tocco”, continua Sen. A suo dire, il prototipo potrebbe sostituire i portachiavi o le carte che attualmente utilizzano la comunicazione Bluetooth per garantire l’accesso a un edificio. Si potrebbe semplicemente toccare la maniglia di una porta per entrare. Come le macchine odierne che scansionano informazioni, l’utilizzo di questa tecnologia nella vita reale richiederebbe ovunque l’hardware giusto per riconoscere il dito. Il software sul dispositivo che una persona indossa dovrebbe anche essere configurato per inviare segnali attraverso il corpo alla punta del dito e avere un modo per spegnersi in modo che le informazioni, come un pagamento, non vengano trasferite su ogni superficie attrezzata per riceverlo.

Cambia il mondo con un dito

I ricercatori ritengono che le applicazioni di questa tecnologia andrebbero oltre il modo in cui interagiamo con i dispositivi oggi. “Ogni volta che abiliti un nuovo canale hardware, ti offre più possibilità. Pensa ai grandi touchscreen che abbiamo oggi: l’unica informazione che il computer riceve è la posizione del tuo tocco. Ma la capacità di trasferire le informazioni attraverso il tuo tocco farebbe cambiare le applicazioni di quel grande touch screen “, ha detto Sen.



Daniele Tolu

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