Congedo mestruale in discussione alla Camera: tre giorni di permesso per ciclo invalidante

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In discussione dalla Commissione Lavoro alla Camera, la proposta di legge per il congedo mestruale. Tre giorni di permesso per ciclo doloroso.

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Fonte: urbanpost.it

In questi giorni, è in discussione presso la Commissione Lavoro, la proposta di legge relativa al congedo mestruale. Essa prevede fino a tre giorni di permesso per le donne che hanno un ciclo mestruale doloroso. Si potranno assentare dal lavoro senza dover richiedere giorni di malattia o di ferie.

La proposta di legge è stata presentata ad aprile 2016 da quattro deputate del Pd ed ora è all’esame della Commissione Lavoro. Potrebbe essere approvata in tempi molto brevi.

Ma come funzionerà il congedo mestruale? Innanzitutto non tutte le donne potranno beneficiarne. Infatti, il congedo mestruale è previsto per coloro che soffrono di dismenorrea, ossia dolori mestruali invalidanti. La dismenorrea dovrà essere certificata da un medico competente e mostrata al datore di lavoro.

La proposta di legge sul congedo mestruale rappresenta una necessità per le donne lavoratrici. In altri paesi esiste già da tempo mentre in Italia si è ancora sprovvisti. Le statistiche dimostrano che in Italia a soffrire di ciclo doloroso e invalidante è una percentuale di donne che va dal 60% al 90%. Numeri molto alti.

Sintomi come forti dolori addominali, mal di testa, mal di schiena nonchè sbalzi ormonali sono molto diffusi e radicati. Inoltre ben il 30% delle donne soffre di dolori mestruali invalidanti che le costringono ad assentarsi dal lavoro.

Il permesso sarà disponibile per tutte le donne lavoratrici (con contratto a tempo indeterminato, subordinato e parasubordinato, full o part time, sia nel settore pubblico che privato) previa presentazione di certificato medico.

Il certificato ha valenza annuale. Infatti, va presentato al datore di lavoro entro il 30 gennaio e rinnovato entro il 31 dicembre. I giorni potranno essere al massimo tre e verranno regolarmente retribuiti.

Se la proposta passerà a legge, sarà finalmente una conquista di civiltà per tutte le donne del nostro Paese.

Laura Maiellaro

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