• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
domenica, 9 Agosto 2026
Ultima Voce
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Ultima Voce
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Cultura

Svelando le strategie ingannevoli del marketing alimentare

di admin
02 Apr 2024
in Cultura
Tempo di letturaMin Lettura
A A
1
bugie del marketing alimentare
Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Nel mondo del marketing alimentare o, per meglio dire, nel mondo delle bugie del marketing alimentare, il compito del commerciante consiste nel promuovere l’acquisto di determinati prodotti facendo credere ai clienti che si tratti di qualcosa di indispensabile. Ogni strategia di marketing, ogni presentazione del prodotto sugli scaffali, ogni promessa scritta sulle confezioni ha l’obiettivo di convincere i consumatori che il prodotto in questione sia un must-have per il loro benessere. Tuttavia, queste strategie di marketing alimentare promuovono dei prodotti non salutari e non sostenibili per la vita dell’essere umano, degli animali e dell’ambiente.

Tutti credono all’etichetta

Una delle prime strategie che incentiva l’aumento delle bugie del marketing alimentare consiste nella creazione di un’etichetta che rassicuri il cliente sul prodotto scelto. Quando ci si trova davanti ai banchi del supermercato, le promesse delle etichette diventano la nostra guida. Tra le varie etichette ingannevoli, che influiscono sull’incremento delle bugie del marketing alimentare, troviamo quelle del “100% naturale”, “prodotto fresco” oppure “allevato all’aperto”.

Tra le bugie del marketing alimentare, la promessa di “carne buona” proveniente da “allevamenti aperti” sembra ingannare molte persone. In verità, dietro questa etichetta, si “nasconde” una realtà crudele (che tanto nascosta non è, a meno che non si viva, per rimanere in tema, con le fette di prosciutto sugli occhi) che molte persone decidono di ignorare.

Bisogna sfatare il mito che gli animali allevati in modo “naturale” conducano vite serene. La verità è che tutti gli animali destinati alla produzione alimentare vivono in condizioni di sofferenza e oppressione. Sì, anche quelli negli allevamenti considerati “aperti”. Anche se hanno più spazio rispetto agli animali confinati negli allevamenti intensivi, questo non significa che la loro esistenza non sia piena di crudeltà.

RELATED STORIES

Strage dell'Italicus

La strage dell’Italicus il 4 luglio 1974 sconvolse gli italiani

4 Agosto 2026
Primo Levi e il dovere di raccontare Auschwitz

Primo Levi e il dovere di raccontare Auschwitz

31 Luglio 2026

La realtà è che molti di questi animali sono ancora soggetti a pratiche disumane, come la castrazione senza anestesia, il taglio delle code e delle orecchie e la separazione forzata dai loro cuccioli. Dunque, è fondamentale tenere a mente che queste pratiche rientrano nelle tante rassicuranti etichette che promettono una qualità maggiore quanto maggiori sono le “condizioni di benessere” dell’animale.

Il linguaggio d’innovazione

La seconda strategia che incentiva le bugie del marketing alimentare è quella del linguaggio d’innovazione il cui metodo risponde alla domanda: “come possiamo mentire al cliente e farla franca?”. Utilizzando parole attentamente scelte e incentrando, falsamente, la conversazione attorno al progresso e all’innovazione, i marketer cercano di placare le apprensioni che potrebbero derivare dai clienti nel caso in cui quest’ultimi decidano di non continuare a tenere sugli occhi le sopra citate fette di prosciutto.

Una conseguenza inevitabile dell’agricoltura intensiva è il rischio d’aumento di trasmissione di malattie tra animali confinati in spazi ristretti. La mancanza di spazio favorisce la diffusione di malattie tra gli animali. Ciò rappresenta una vera minaccia non solo per la salute degli animali stessi ma anche per quella umana.

Un’altra realtà che viene nascosta dalla bugie del marketing alimentare e che non può essere ignorata è che almeno la metà degli antibiotici viene utilizzata nella produzione di animali da allevamento. Quando gli antibiotici vengono dati in gran dosi a quest’ultimi, per promuovere la crescita o prevenire le malattie causate delle condizioni di sovraffollamento e igiene precaria, c’è un alto rischio di diffondere ceppi batterici resistenti. In seguito, questi batteri possono essere trasmessi agli esseri umani attraverso il consumo di carne.

Nonostante questi dati di fatto, i marketer, attraverso il linguaggio d’innovazione, incrementano le bugie del marketing alimentare mentendo sull’introduzione di modi più efficienti nell’allevamento degli animali e promuovendo così una narrazione di miglioramento continuo. La bugia più gettonata del linguaggio d’innovazione è quella che afferma che nell’agricoltura e nel trattamento degli animali siano state introdotte nuove tecnologie e metodi. Ciò fa sentire bene i clienti, in quanto viene data loro una falsa visione d’innovazione e miglioramento che non corrisponde all’orribile realtà che gli animali d’allevamento sono costretti a sopportare.

Inoltre, i marketer sfruttano strategie creative, che incrementano le bugie del marketing alimentare, per coinvolgere anche i consumatori più giovani e plasmare, fin dalla giovane età, le false percezioni positive riguardo alla realtà degli animali d’allevamento. Un esempio è quello dei libri da colorare in cui vengono mostrate le fattorie come ambienti moderni e sanificati, con i quali i bambini sono incoraggiati ad associare l’agricoltura intensiva all’innovazione e alla pulizia. Insomma, un vero e proprio lavaggio del cervello fin dalla tenera età, che risulterà poi in adulti che crederanno alla favola della vecchia fattoria in cui gli animali vissero felici e contenti… almeno fino al taglio della testa.

I consumatori

Affidarsi alle due strategie sopra citate non è abbastanza. La terza strategia, quella più potente, che incentiva le bugie del marketing alimentare sei tu, il consumatore. I marketer sanno che, quando è al supermercato, il consumatore non vuole pensare all’origine dei prodotti che riempiono gli scaffali o alle condizioni degli animali che si nascondono dietro le accattivanti confezioni. I marketer fanno affidamento sulla potenza dell’ignoranza volontaria che ha un potente impatto sul successo di un prodotto alimentare.

La propensione degli acquirenti a non volersi informare sulle pratiche d’orrore che si nascondono dietro alla maggior parte dei loro pasti è l’arma sulla quale i marketer fanno più affidamento. La trasparenza e la consapevolezza vengono spesso messe da parte per favorire il guadagno economico. È proprio attraverso questa mancanza di consapevolezza da parte dell’acquirente che le bugie del marketing alimentare possono manipolare le percezioni dei consumatori. Questa mancanza di conoscenza permette ai marketer di mantenere il controllo sul mercato alimentare.

È necessario, dunque, educare i consumatori, incoraggiandoli a cercare la verità dietro le etichette e a fare scelte consapevoli che riflettano l’impegno di garantire un futuro sostenibile e conveniente, non solo per gli animali, ma anche per la nostra salute e quella dell’ambiente. Ciò che è fondamentale è rendersi conto che il successo delle bugie del marketing alimentare derivi dalla propensione dei consumatori a voltare lo sguardo dall’altra parte.

 

Elena Caccioppoli

Tags: alimentazione sostenibileconsumatorietichette alimentarilinguaggio d'innovazionemarketing alimentare
CondividiTweetInviaCondividi

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

Strage dell'Italicus
Cultura

La strage dell’Italicus il 4 luglio 1974 sconvolse gli italiani

4 Agosto 2026

Un gruppo di terroristi neofascisti fece esplodere un treno nella notte del 4 luglio 1974....

Primo Levi e il dovere di raccontare Auschwitz
Cultura

Primo Levi e il dovere di raccontare Auschwitz

31 Luglio 2026

La memoria della Shoah deve molto alle testimonianze di chi riuscì a sopravvivere ai campi...

La perla della Mesopotamia: la città di Baghdad, centro religioso, politico e culturale
Cultura

La perla della Mesopotamia: la città di Baghdad, centro religioso, politico e culturale

30 Luglio 2026

La città di Baghdad, nel cuore della Mesopotamia, sulle rive del Tigri, sorse nell'anno 762....

La nascita di Hugo Chavez: la memoria di un leader
Cultura

La nascita di Hugo Chavez: la memoria di un leader

28 Luglio 2026

La nascita di Hugo Chavez ricorreva il 28 luglio 1954 e ancora oggi il popolo...

Prossimo articolo
L'incursione di Israele in Siria, su Beit Jinn

Doppia offensiva delle IDF a Damasco e a Gaza: colpito un convoglio di una ONG e il consolato iraniano

Comments 1

  1. Leonardo says:
    2 anni fa

    Dovremmo leggerne uno al giorno di articoli così. La società è davvero troppo distratta.
    Grazie della condivisione.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Cookie Privacy Policy

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.