Contestazioni e tensioni dei lavoratori Froneri-Nestlè a Parma

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Contestazioni e tensioni, a Parma, il 12 ottobre, in Piazza Garibaldi,  si sono verificate da parte dei lavoratori verso il responsabile delle relazioni industriali, Svevo Valentinis e l’ ad. Pietro Monaco.

 






Al termine del tavolo di crisi, tenutosi presso il municipio di Parma, all’uscita i lavoratori si sono avventati contestando i due rappresentanti dell’azienda. La stessa, creatisi un anno fa con un accordo di collaborazione Nestlè- R&R, ha deciso la chiusura con il licenziamento di 180 lavoratori.

I sindacati, sospettano di alcune manifestazioni d’interesse sul sito industriale e lamentano poca disponibilità sull’ utilizzo di ammortizzatori sociali. Essi promettono una querela per truffa, nei confronti dell’azienda ” per non aver rispettato il verbale sottoscritto a luglio”.




Storie che si ripetono in questo paese, con governi  che tutelano sempre meno i dipendenti, che sono di manica larga con i grossi imprenditori e patteggiano con i criminali.

Un altro dramma, italiano, per 180 lavoratori che cadono nella disperazione di questa lunghissima crisi che non è mai finita. Contesteranno ancora ed ancora, faranno picchetti ma in cuor loro sanno che sono spacciati. Sanno che hanno difronte un futuro incertissimo ed anche se lotteranno allo spasmo, visti i trascorsi e gli esempi passati, (vedi la Sammontana a Milano) non avranno facili o possibili soluzioni di sorta.

E’ ora di finirla, non si può e non si deve più lasciare soli dipendenti in balia di imprenditori che hanno come unico interesse far “figliare i soldi”. Imprenditori che amano le proprie aziende con il rispetto dei propri lavoratori, non ce né sono quasi più. L’unico interesse è rimasto, non la produzione o la creazione di posti di lavoro, ma la mera possibilità di arricchirsi facendo ed investendo poco o niente. Gli investimenti, di fatica sacrifici e rinunce, si chiedono e si pretendono sempre ai lavoratori.




Certe scene, oltre che scaturire una sorta di nodo alla gola, fanno pensare di essere tornati indietro di 50 anni. Sembra, anzi forse è, che tutte le conquiste ottenute siano state vanificate. Allora bisogna combattere per poter salvaguardare almeno qualche ultimo labile diritto che sia rimasto. Solidali ed uniti, perché oggi è successo ancora ed a Parma, domani succederà ancora a chiunque di noi.

 

                                                                                                                                                                                                 Raffaella Presutto

 

 

 

 

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