Più pillole del giorno dopo hanno portato a meno aborti

Ma in molti credono che la pillola del giorno dopo sia abortiva

Le rilevazioni della Società medica italiana mostrano un interessante fenomeno sulla diffusione della contraccezione d’emergenza.

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Nei giorni scorsi a Roma un maxi cartellone ha fatto molto discutere: ad affiggerlo è stata Pro Vita, un’associazione che difende la vita in ogni sua forma (anche quella di embrioni e feti). Ma il manifesto gigante (di 7m x 11m) da loro affisso in via Gregorio VII ha alzato un polverone di polemiche perché ritenuto offensivo e lesivo nei confronti della libertà di scelta delle donne. Il Comune di Roma ha sottolineato che Pro Vita era

“già stata interdetta in passato l’affissione di simili manifesti, perché in contrasto con le prescrizioni previste al comme 2 dell’art. 12 bis del Regolamento in materia di Pubbliche affissioni di Roma Capitale, che vieta espressamente esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali”.

A quarant’anni dall’approvazione della legge sull’aborto, leggere frasi che sembrano incolpare una donna che pratichi l’aborto di infanticidio fa male e fa riflettere. Soprattutto fa riflettere il fatto che tutt’ora ci sia molta ignoranza nei confronti di quei dispositivi che possono prevenire gravidanze ‘indesiderate’, tra cui la tanto discussa pillola del giorno dopo.




Più pillole del giorno dopo, meno aborti

Di recente, la Società medica italiana ha pubblicato i dati relativi all’acquisto della pillola del giorno dopo nel nostro Paese. Sostanzialmente, iI risultato emerso dall’indagine condotta è questo: più pillole del giorno dopo hanno portato a meno aborti. Negli ultimi due anni, da quando è stato eliminato l’obbligo di ricetta (e quindi di prescrizione medica) per le maggiorenni, l’uso della pillola del giorno dopo è aumentato del 42%. Solo nel 2017, ben 70 mila donne in più hanno usato la pillola del giorno dopo. Nel 2015 ne erano state vendute 400mila, nel 2016 490mila e nel 2017 570mila. Questi dati saranno illustrati ad un congresso europeo dei medici che si occupano di contraccezione ed aborto, tale congresso avrà luogo a Budapest nel mese di maggio.

Bisogna però fare una distinzione: c’è la pillola del giorno dopo e c’è la pillola dei cinque giorni dopo.

La pillola del giorno dopo, il cui nome commerciale è “Norlevo”, è stata introdotta sul mercato prima di quella dei cinque giorni dopo, la “EllaOne” (venduta a partire dal 2012). A produrle è un’azienda francese, la Hra. A decidere le modalità di erogazione e di vendita dei medicinali è l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco). La “EllaOne” è stata resa disponibile senza ricetta nel 2015, in quell’anno ne sono state vendute 145mila, nel 2016 235mila e nel 2017 255mila. Invece, la “Norlevo” ha ricevuto il via libera alla vendita senza ricetta il 1° febbraio 2016 (l’anno successivo alla pillola dei cinque giorni dopo) e nel giro di poco tempo ha sorpassato la “EllaOne”, in quanto a confezioni vendute.

Il presidente della Società medica italiana, Emilio Arisi, a riguardo ha precisato:

“In certe zone del Paese, magari viene più immediato somministrare la pillola del giorno dopo, anche perché è più nota, visto che è presente sul mercato da molto più tempo, e costa pure meno. Ricordo comunque che in Francia le confezioni vendute di queste pillole sono più del doppio”.

Difatti la “Norlevo” costa 15 euro, mentre la “EllaOne” costa 27 euro.

E, rispetto alla diminuzione del numero degli aborti, Arisi spiega che aveva detto

“già tre anni fa alla ministra alla Salute Beatrice Lorenzin che togliere la ricetta alla contraccezione di emergenza avrebbe prodotto questi effetti”. E così è stato: nel 2016 le interruzioni di gravidanza sono state 85mila, il 3% in meno dell’anno precedente.

La pillola del giorno dopo non è abortiva

Ma veniamo ora al nodo della questione: c’è chi ritiene che la pillola del giorno dopo provochi l’aborto. Niente di più sbagliato: la pillola del giorno dopo (e quella dei cinque giorni dopo) non è UNA pillola abortiva e non è neanche LA pillola abortiva. La pillola del giorno dopo previene la gravidanza, non la interrompe: essa è un contraccettivo che si assume dopo un rapporto sessuale a rischio (nel caso in cui non fossero state prese altre precauzioni o nel caso in cui tali precauzioni non fossero ritenute sufficienti), per questo è definita “contraccezione d’emergenza”. La pillola del giorno dopo ha una minore efficacia rispetto a quella dei cinque giorni dopo che agisce fino a 120 ore dopo il rapporto potenzialmente a rischio. Inoltre, queste due pillole hanno effetto solo se la fecondazione non è già avvenuta: se l’ovulo è già stato fecondato, sia la pillola del giorno dopo che quella dei cinque giorni dopo risultano inutili e la gravidanza continua e si evolve. Di fatto, queste due pillole post-rapporto spostano l’ovulazione, lo hanno più volte chiarito e ribadito OMS, AIFA e Ministero della Salute.




La pillola abortiva

La pillola abortiva ha invece ben altri effetti. Il suo nome commerciale è Ru486, il nome del farmaco è Mifegyne (dal principio attivo in esso contenuto Mifeprostone), a produrlo è la Exelgyne. La pillola abortiva è giunta in Italia nel 2009 , dopo l’autorizzazione dell’Aifa e a seguito di innumerevoli polemiche da parte di associazioni cattoliche e di difesa della vita, tra cui Pro Vita stessa. La Ru486 non è però reperibile in farmacia, neanche dietro presentazione di prescrizione medica. Viene somministrata solo nelle strutture sanitarie e con l’obbligo di ricovero della ragazza o della donna che intende ricorrere all’interruzione farmacologica della gravidanza. La pillola abortiva può essere assunta entro le prime sette settimane della gestazione, ossia entro il 49esimo giorno dall’inizio della gravidanza stessa.

“Il farmaco che si somministra si chiama mifepristone e agisce sul progesterone, un ormone che favorisce e assicura il mantenimento della gravidanza per le sue diverse azioni sulle strutture uterine, bloccandone l’azione”.

Per incrementare l’efficacia della molecola si usa un’altra sostanza, la prostaglandina (il prodotto più usato è il misoprostol): l’azione congiunta di mifepristone/misoprostol porta all’aborto farmacologico.

“In pratica la paziente assume due farmaci: il mifepristone prepara il terreno e la prostaglandina, somministrata due giorni dopo, provoca l’espulsione del materiale abortivo entro poche ore. In qualche caso l’espulsione può verificarsi già prima dell’assunzione della prostaglandina o nei giorni successivi. Una seconda dose di prostaglandina riduce la percentuale di espulsioni tardive e aumenta l’efficacia”.

In sostanza, la pillola abortiva è un’alternativa all’aborto chirugico, ma solo entro la settima settimana della gravidanza, chi volesse interromperla dopo il 49esimo giorno dovrà per forza ricorrere alla rimozione chirurgica che prevede il raschiamento. Ricordiamo che, secondo la legge 194 del 1978, l’aborto può avvenire entro e non oltre il 90esimo giorno, passato questo termine l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) può avvenire solo per ragioni di natura terapeutica.
La pillola abortiva risulta efficace nel 95% dei casi e grazie ad essa non sono necessari anestesia o intervento chirurgico.




Chiarite le differenze tra pillole del giorno dopo e pillola abortiva, va però fatta una considerazione finale: può sembrare banale ma “prevenire è meglio che curare”; meglio dunque usare prima le dovute precauzioni, piuttosto che ricorrere a misure d’emergenza. Certo, anche i contraccettivi hanno un margine di errore e l’unico sicuro al 100% è l’astinenza, ma questo non significa che ogniqualvolta ci si dimentichi di proteggersi durante un rapporto si possa poi ricorrere alle pillole del giorno dopo. Sono medicinali a tutti gli effetti e, anche se non hanno più l’obbligo di prescrizione medica, vanno usati con un certo criterio: vanno a modificare in maniera artificiale l’assetto ormonale di una donna e questo comporta sempre delle conseguenze più o meno rilevanti. Dunque, pensateci bene prima del prossimo rapporto e proteggetevi anche per prevenire malattie sessualmente trasmissibili, oltre che eventuali gravidanze.

Carmen Morello

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