Controllo delle armi: USA verso la svolta storica

Negli Stati Uniti la Camera dei Rappresentati ha dato il via libera verso un maggiore controllo delle armi.

Si tratta di una svolta storica, è infatti il primo intervento in materia di controllo delle armi da almeno mezzo secolo. La mozione è passata con 240 voti a favore a fronte dei 190 contrari.  Si tratta tuttavia un gesto simbolico, la decisione ultima spetta infatti al Senato, dove al momento vi è maggioranza Repubblicana. Intanto la più grande lobby americana nel campo delle armi da fuoco, la National Rifle Association, ha già espresso la sua contrarietà al provvedimento della Camera.

Il provvedimento

Il provvedimento voluto dalla Camera sul controllo delle armi impone, tra le altre cose, controlli federali sui possessori di armi, con una specifica verifica del loro background. È stato poi prolungato da 3 a 10 di giorni l’attesa per i commercianti per il risultato dei controlli. Quest’ultimi vengono estesi a tutti i rivenditori, a differenza della normativa vigente che li impone soltanto ai rivenditori autorizzati. I privati, al momento, possono trasferire armi da fuoco senza effettuare alcun controllo. Di questo gruppo fanno parte almeno il 25% delle vendite. 




Un provvedimento necessario e non più rimandabile stando a quanto dichiarato Nancy Pelosi, la speaker della Camera.  La democratica ha presentato dei dati allarmanti, secondo cui negli Stati Uniti a causa delle armi da fuoco ogni anno perdono la vita ben 40.000 persone. Solo per quanto riguarda i minori ne muoiono 47 al giorno. Un dato allarmante ma che non stupisce, si tratta infondo del paese primo al mondo per esportazione e importazione di armi militari e civili. Si calcola infatti che almeno 89 americani su 100 siano possessori di armi da fuoco.

Le stragi nelle scuole

Gli Stati Uniti sono famosi, tra le altre cose, per Hollywood, il Superbowl e i massacri scolastici. Il primo ha avuto luogo nel 1927 presso Bath School di Bath Township, in Michigan. In quest’occasione ci sono stati ben 45 morti e 58 feriti. Da allora le sparatorie nelle scuole si sono fatte sempre più frequenti, una terrificante moda che non accenna a placarsi. Il discorso sul controllo sulle armi ha ripreso vita negli Stati Uniti proprio lo scorso febbraio, a seguito del massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School. Conclusosi con 17 morti, di questi soltanto tre avevano un’età superiore ai 18 anni. L’autore della strage fu l’ex studente Nikolas Jacob Cruz,di 19 anni, armato con un fucile d’assalto AR-15 calibro 223 e diverse granate fumogene.

La reazione dell’opinione pubblica è stata immediata e fin da subito è stato richiesto alle alte cariche governative di provvedere ad una regolamentazione sul possesso delle armi. Tra le iniziative che hanno seguito la strage ricordiamo la March For Our Lives, una manifestazione studentesca che ha avuto luogo il 24 marzo 2018 a Washington e in altre 800 città degli Stati Uniti. L’iniziativa ha ricevuto il supporto di diverse celebrità ed’è passata alla storia per essere stata la più grande protesta guidata dai giovani dai tempi della guerra del Vietnam.

Emanuela Ceccarelli 

 

 

 

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