Coppa Davis, l’Italia c’è: siamo noi gli outsider

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È tutto pronto in Spagna per la prima volta assoluta della nuova formula della Coppa Davis. Siamo a Madrid, per una settimana storica: ebbene sì, perché la grande prima novità della competizione è che tutto si svolge praticamente in una settimana, eccezion fatta ovviamente per i turni di qualificazioni che si sono disputati nei mesi precedenti.

 

Fino allo scorso anno invece la lunga trafila vedeva sin da febbraio le varie nazioni impiegate per non retrocedere e passare le varie fasi eliminatorie, sino ad arrivare all’ultimo atto nel mese di novembre, appena dopo le Atp Finals. Quest’ultimo aspetto del calendario non è evidentemente mutato, ma è cambiato tutto il resto.

 

Bwin svela in maniera piuttosto evidente come i favoriti nei pronostici per la vittoria finale siano i padroni di casa della Spagna, quotati a 4, sebbene la presenza del suo massimo esponente Nadal sia tutt’altro che certa. Ciò nonostante le furie rosse conservano giocatori top ten e di tutto rispetto che, assieme al calore del pubblico amico, potranno dire la loro sino all’ultimo atto. Segue a 5.50 la Russia trascinata dal super Medvedev formato 2019, almeno sino alle Atp Finals, dove è sembrato piuttosto in calo. Un gradino sotto troviamo la Francia trascinata invece da Monfils e pagata 6 volte la posta.

 

Campione in carica è la Croazia di un Cilic che ha vissuto un anno davvero sottotono, croati quotati a 12 e difficilmente in grado di ripetere l’exploit della scorsa stagione. E l’Italia? La quota degli azzurri è nettamente la più interessante, in rapporto al girone non impossibile pescato ma soprattutto all’eccellente forma mostrata dai nostri ragazzi, soprattutto dai due principali rappresentanti.

 

Fognini e Berrettini hanno vissuto di gran lunga la miglior stagione della loro carriera: un Masters 1000 e la numero 8 per Fognini, la semifinale Slam agli Us Open per Matteo che è poi volato a Londra per le Finals, diventando il primo azzurro nella storia a vincervi un match, contro Thiem poi finalista perdente a cospetto di Tsitsipas. Gli altri convocati da Barazzutti sono Bolelli, specialista di doppio, Seppi e Sonego.

 

Il nostro girone, dicevamo non impossibile, vede anche il Canada e gli Usa. Se i primi fondano le proprie speranze più sul giovane talentuoso e n.15 del mondo Shapovalov, ancora a caccia della giusta continuità, piuttosto che sul più esperto ma acciaccato Raonic, ecco che gli Stati Uniti vivono un momento di grossa difficoltà legato ad un cambio generazionale che tarda ad arrivare. Tutti giganti bombardieri come Fritz, Tiafoe, Opelka e Querrey che difficilmente saranno in grado di mettere i bastoni fra le ruote ai nostri due top singolaristi.

 

Ci siamo guadagnati il pass a febbraio, superando l’India, ora tocca fare sul serio: sei gironi da tre, passano solo le prime e le due migliori seconde.

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