Corruzione: mazzette nel pacco di Natale per il sindaco

Arrestato per istigazione alla corruzione il presidente di ANCE Puglia e vicepresidente di Confindustria

L'imprenditore Gerardo Biancofiore. Ph: statoquotidiano.it
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È stato arrestato l’imprenditore edile Gerardo Biancofiore, ai domiciliari con l’accusa di istigazione alla corruzione nei confronti del sindaco di Cerignola (Foggia), Franco Metta.

Quasi un anno fa, infatti, il primo cittadino aveva ricevuto una confezione di biscotti “con sorpresa”: camuffata da dono natalizio, la confezione di dolci conteneva in realtà una mazzetta di ben 20mila euro.

In ballo vi era il finanziamento di un lotto di lavori nell’impianto per rifiuti Sia di Cerignola.




Le indagini che hanno portato all’arresto per corruzione

Le indagini erano partite subito dopo l’episodio, avvenuto il 7 dicembre scorso, immediatamente denunciato alla Polizia dallo stesso  sindaco Metta. Dopo 10 mesi di accertamenti e verifiche, il Commissariato di Cerignola ha notificato all’imprenditore Biancofiore l’ordinanza di custodia cautelare.

Inizialmente la denuncia era stata presentata nei confronti dell’uomo che materialmente aveva consegnato il pacco, un imprenditore foggiano attivo sempre nel settore dei rifiuti.

Dopo aver analizzato anche i filmati delle telecamere di sorveglianza che avevano ripreso la scena della consegna, le indagini hanno permesso di giungere a Gerardo Biancofiore, imprenditore 51enne attivo nel settore delle costruzioni e delle energie rinnovabili.

Biancofiore riveste dei ruoli anche piuttosto rilevanti nelle realtà aziendali e associative di settore: è infatti presidente di ANCE Puglia, Associazione Nazionale Costruttori Edili, e vicepresidente di Confindustria in Capitanata.

Una di quelle personalità che dovrebbero difendere il lavoro onesto e i lavoratori, combattere la corruzione, incentivare le buone norme e la legalità, ma che preferisce invece – in base a quanto emerso dalle indagini di polizia – il lavoro “facile”.




I due protagonisti della vicenda

Due personalità differenti emergono dalla vicenda: una positiva, ovvero il sindaco che denuncia immediatamente il tentativo di corruzione, e una negativa, cioè quella dell’imprenditore nonché esponente di categoria nella veste del “tentatore”, del corruttore.

Ma anche una notizia buona contro una cattiva. La politica, quando vuole, è capace di resistere alle tentazioni, di denunciare l’ingiustizia e il gioco di potere. Dovrebbe essere la norma, ma sappiamo bene che la realtà è ben diversa.

La notizia cattiva è che non bisogna guardare solo ai corrotti, bensì anche ai corruttori.

In questo caso, nelle vesti del “lupo cattivo” non vi è il solito politico di turno, ma uno dei rappresentanti della cosiddetta società civile, il presidente di un’importante associazione di categoria e vicepresidente di una delle realtà industriali più rilevanti a livello nazionale.

Annachiara Cagnazzo

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