Corvi e pappagalli sono come gli ominidi: il cervello intelligente degli uccelli

Uno studio ha rivelato le tappe evolutive del cervello dei volatili. Estremamente simili per dimensioni a quelle dei loro antenati dinosauri, risultano relativamente più grandi per via delle dimensioni ridotte. Corvi e Pappagalli sono l'eccezione, paragonabili agli ominidi della classe degli uccelli.

Corvi e pappagalli sono come gli ominidi: la loro intelligenza gli permette l'uso di strumenti, di forme di linguaggio e straordinarie capacità cognitive
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Lo studio sul perché corvi e pappagalli sono come gli ominidi è stato pubblicato su Current Biology.

Antichi (quasi) quanto il mondo

La classe degli uccelli non è nota per la sua particolare intelligenza, ma c’è un’eccezione. Corvi e pappagalli sono come gli ominidi, o almeno il loro corrispettivo pennuto. Lo afferma un team di ricerca internazionale che ha studiato l’evoluzione del cervello degli uccelli. Per farlo i ricercatori hanno analizzato i volumi cranici di centinaia di specie estinte e in vita, partendo dai dinosauri.  Infatti, gli uccelli sono una classe di dinosauri teropodi (dinosauri aviani) sopravvissuta all’estinzione di massa e specializzatasi nel volo. Il loro cervello ha subito sottili cambiamenti durante il processo che ha portato gli uccelli a conquistare i cieli.  I paleontologi studiano le dimensioni del cervello e le proporzioni col resto del corpo per comprendere gli adattamenti evolutivi, dalle capacità sensoriali alla socialità.  Nel caso del volo questo processo è evidente. I dinosauri che andranno a formare il gruppo degli uccelli inizia a ridurre le proprie dimensioni 150 milioni di anni fa.



Evolvere per sopravvivere

Corvi e pappagalli sono come gli ominidi: corvo nero
Corvi e pappagalli sono come gli ominidi: il corvo comune è in grado di replicare le parole del linguaggio umano e di usare strumenti semplici per risolvere problemi.

Dalla ricerca di Daniel Ksepka e colleghi emergono alcune informazioni sorprendenti.  I ricercatori hanno analizzato 284 specie di uccelli contemporanei, 22 specie estinte e 12 di dinosauro, combinandole coi dati di studi recenti. Dagli studi si evince che la catastrofica estinzione di massa avvenuta 66 milioni di anni fa fece da catalizzatore per l’evoluzione dei volatili.  Prima dell’estinzione le due categorie avevano dimensioni cerebrali relativamente simili. Con la scomparsa dei grandi rettili, gli uccelli hanno occupato ambienti differenti, diventando più piccoli. Il loro cervello non si è rimpicciolito, ma neanche è cresciuto in dimensioni. L’eccezione alla regola sono due specie molto amate dagli esseri umani, proprio per i loro comportamenti particolarmente intelligenti: corvi e pappagalli.



Il genio dietro il becco

“Corvi e pappagalli sono come gli ominidi nella classe degli uccelli” a detta di Jeroen Smaers, coautore dello studio.  I rami a cui appartengono questi due pennuti hanno sviluppato dimensioni del cranio sorprendenti. Come gli ominidi, l’adattamento di corvi e pappagalli ha portato corpi e cervelli più grandi e conseguenti capacità eccezionali. Questi uccelli hanno capacità cognitive straordinarie, hanno forme di linguaggio e l’intelligenza necessaria a utilizzare strumenti e a ricordare i volti umani. Come per i nostri antenati, il loro sviluppo cerebrale è stato relativamente rapido, favorendo l’emergere di capacità che li distaccano dagli altri membri della loro classe. I pappagalli sono dotati di strutture adibite al linguaggio che non sono presenti negli altri uccelli. Insieme ai corvidi detengono il record, tra gli uccelli, per il maggior numero di neuroni. La maggiore densità neuronale è alla base della loro intelligenza, in grado di sorprenderci continuamente.




Daniele Tolu

 

 

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