Cos’è il Sistema di Tutela Maschile ancora attivo nella cultura musulmana?

Molti paesi islamici sono ancora regolamentati da un Sistema di Tutela Maschile: in cosa consiste questo arcaico aspetto della cultura musulmana?

Il tema della differenza di genere continua a far discutere tutte le società, soprattutto quando è associato ai paesi islamici. Molti di questi, tra cui il Qatar, pur trovandosi economicamente e tecnologicamente “più avanti”, continuano a conservare principi “preistorici” come quelli espressi dal Sistema di Tutela Maschile, fondamento ancora alla base di molte regioni di cultura musulmana. Questo tipo di regolamentazione continunua a limitare la libertà e l’indipendenza femminile nonostante i progressi maturati nel corso degli anni. Infatti, se da un lato le donne musulmane sono riuscite a superare numerose barriere culturali, dall’altro devono ancora obbedire ad un sistema legislativo fortemente maschilista.




Una donna musulmana deve avere il consenso di un tutore maschile per sposarsi, e dopo il matrimonio?

Secondo il Sistema di Tutela Maschile, una donna di cultura musulmana non può contrarre matrimonio senza l’autorizzazione di un tutore maschile, a prescindere dalla sua età o da eventuali situazioni coniugali precedenti. Una volta sposata, sarà suo marito a concederle il consenso di lavorare, studiare o viaggiare. Inoltre, può essere accusata di disobbedienza qualora si rifiuti di consumare rapporti sessuali senza una legittima motivazione.

Il Sistema di Tutela Maschile impedisce anche alle donne di cultura musulmana di prendere decisioni che riguardano i figli. La scelta delle cure mediche adatte a loro, i viaggi e l’iscrizione a scuola è esclusivamente riservata al padre, mai alla madre, e in assenza del capofamiglia, è lo Stato a fare da tutore.

Alle donne islamiche non è consentito accedere alle cure legate alla salute riproduttiva o alle consuete visite durante la gravidanza senza un certificato di matrimonio, mentre l’aborto deve essere autorizzato dal marito.

Quali ripercussioni ha il Sistema di Tutela Maschile sulle donne di cultura musulmana?

Questa regolamentazione, accettata e riconosciuta da sempre nei paesi musulmani, influisce negativamente sulla salute mentale delle donne. Numerosi sono infatti i casi di depressione, attacchi di panico, stati d’ansia, autolesionismo e tentativi di suicidio. Secondo alcune testimonianze, numerose studentesse avrebbero richiesto agli atenei del loro paese di usufruire delle residenze universitarie a causa delle ripercussioni psicologiche generate dalle regole delle famiglie. Tuttavia, le università e lo Stato negarono loro questo diritto.

Qual è il vero ruolo dello Stato?

In molti territori regolamentati da questo sistema, lo Stato ha smentito numerosi punti. Per esempio: non è necessario che una donna chieda il consenso al tutore maschile per ottenere borse di studio o lavoro governativi. Tuttavia, secondo varie indagini, gli stessi moduli di iscrizione richiedono la firma del tutore o la sua esplicita approvazione. Numerosi sono i movimenti femministi che si battono per la modifica delle leggi e per arrivare, una volta per tutte, alla tanto desiderata parità. Eppure, insulti, molestie e intimidazioni da parte del governo stesso continuano a rappresentare un serio ostacolo alla libera espressione.

Silvia Zingale

 

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