Covid-19 e calcio: il campionato si ferma, se si trovasse un caso in serie A

Covid-19 e calcio: il primo scoglio è stato superato. La Serie A, dopo diversi giorni di liti e tensioni, ha raggiunto un’intesa.

Infatti, dopo il decreto del Governo che regola anche le manifestazioni sportive,il nostro campionato inizierà il suo mese a porte chiuse. Grazie a questo provvedimento si consentirà di portare avanti un campionato sull’orlo del collasso.

Lo slittamento di una settimana della 27a giornata permetterà il recupero in questo fine-settimana, delle sei sfide saltate lo scorso weekend. Ma i pericoli per il regolare svolgimento del torneo non sono finiti.

Nel caso di contagio in Serie A si sponderebbe il campionato




Ma mentre i principali esponenti del nostro calcio litigavano per non giocare a porte chiuse, nessuno sembrava veder apparire all’orizzonte l’iceberg di una domanda scomoda e pessimista, ma che tiene conto del dato di fatto che il calcio non è un’isola a parte, immune al Covid-19.

Cosa succede se uno dei 600 calciatori dei 20 club di serie A, un allenatore,un dirigente, un arbitro, uno dei tantissimi professionisti che gravitano attorno alle squadre del massimo torneo calcistico italiano, o allo stesso modo i familiari degli stessi scoprono di essere positivi al Covid-19? La risposta è semplice, si ferma tutto.

Il caso in Lega pro 

La spiegazione arriva dal campionato di Lega Pro, dove tra le fila del club toscano della Pianese ci sono stati giocatori contagiati e tutta la squadra è finita in quarantena per quindici giorni, mentre gli avversari della JuventusUnder23 hanno sospeso gli allenamenti e sono tenuti costantemente sotto controllo.

Ovviamente, questo iter andrebbe replicato, anche nel caso in cui ci dovessero essere contagi anche ad un livello più alto, come la Serie A. Però quest’ultima, non sarebbe assolutamente in grado di reggere alla sospensione dell’attività sportiva di un paio di squadre.

Infatti, i calendari del nostro campionato sono già intasatissimi e nel caos più totale. Quindi non ci sarebbe la possibilità di recuperare ulteriori partite.

Proprio per questo motivo, in questi giorni, tra i dirigenti dei club di A ha cominciato a serpeggiare la convinzione che il campionato sarà sospeso e ripreso quando sarà possibile. Magari dopo l’Europeo, sempre se ci sarà.

Mario Ruggiero 

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