Covid-19 e multinazionali: cresce il potere di Amazon, Facebook e Google

Le grandi multinazionali come Amazon, Facebook e Google si stanno rafforzando ancor di più con l’emergenza sanitaria Covid-19. Inoltre, quando tutto sarà passato, saranno ancora più forti di quando tutto ha avuto inizio.

Basti pensare che i servizi video online del social network di Mark Zuckerberg, crescono al ritmo di +40% a settimana. Allo stesso tempo, sono raddoppiate le videochiamate e i messaggi su What App, servizio di messaggistica istantanea, sempre di proprietà dell’imprenditore statunitense. Ma non è tutto, perché su Youtube gli accessi sono più del doppio, così come le videochiamate su Google Meet.

Poi, c’è  Amazon che rappresenta l’altra faccia degli Stati Uniti ed è ormai leader indiscusso del mercato mondiale.  L’azienda di Jeff Bezos, ferma i fornitori che non vendono beni di prima necessità, decide quali aziende finanziare e quali lasciare morire. Fa il bello e il cattivo tempo, come prima più di prima.




Inoltre, mentre  le richieste di disoccupazione negli Stati Uniti schizzano al massimo storico, Amazon ha annunciato l’intenzione di assumere 100mila nuovi addetti. Queste nuove assunzioni serviranno proprio per far fronte al boom della domanda di beni acquistati on line e consegnati a domicilio.

I soldi dei colossi mondiali sono ben parcheggiati tra paradisi fiscali e titoli di stato

Certo, questi colossi potrebbero subire anche dei contraccolpi dovuti al calo della pubblicità, ma si tratta solo di flessioni temporanee, che saranno più che gestibili.

Questi gruppi ne usciranno rafforzati, visto che hanno sempre più dati degli utenti, che sono la loro vera miniera d’oro. Sicuramente si tornerà prima o poi alla normalità, ma nel frattempo molti dei nuovi utenti saranno stati fidelizzati da Amazon, Facebook e Google.

Altro elemento da considerare è che gruppi come Amazon o Microsoft, ottengono una buona fetta dei loro ricavi dai servizi di cloud. Inoltre, queste aziende hanno a loro disposizione molto denaro liquido, oltre 500 miliardi di dollari che sono ben parcheggiati. Infatti, il denaro di questi colossi è al sicuro, perché si trova nei paradisi fiscali o investito in titoli di stato statunitensi. Quindi,anche se ci dovesse essere un peggioramento delle condizioni di mercato, essi non hanno debito e quel poco lo gestiscono facilmente.

I tesori del web potrebbe rifinanziare l’economia dopo la pandemia

Il colosso di proprietà di Jeff Bezos, solo l’anno scorso ha incassato negli Stati Uniti, un credito d’imposta di 129 milioni di dollari. A questi si aggiungono 11 miliardi di dollari di utili e continui guadagni, anche in piena tempesta.

Negli Stati Uniti così come in Europa, lo strapotere di queste aziende leader del mercato è da tempo oggetto di discussione. Infatti, la Casa Bianca non molto tempo fa, aveva discusso la possibilità che queste piattaforme pagassero gli utenti per tutti i dati che forniscono. In particolare, Facebook aveva anche fatto un timido annuncio in questa direzione, prima dello scoppio della pandemia.

Sicuramente quando finirà questa emergenza, questo argomento dovrà di nuovo essere all’ordine del giorno, in quanto i grandi tesori del web potrebbe finanziare un reddito universale che consenta di far fronte a tutti i disastri, che inevitabilmente la pandemia ci lascerà. Certo, non sarà per niente facile, era difficile prima, lo sarà ancor di più dopo.

Mario Ruggiero

 

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