Crescita delle foreste italiane

Dati divulgati nel “Primo rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale”

La crescita delle foreste italiane è un dato positivo ma ci sono aspetti sui quali occorre ancora lavorare

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La crescita delle foreste italiane è stata resa nota nel “Primo rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale”. Il rapporto in questione è stato presentato al ministero delle Politiche agricole.

La crescita delle foreste italiane: i dati

Il 21 marzo ricorre la giornata mondiale delle foreste e, fortunatamente, emerge un dato importante: la crescita delle foreste italiane.

In particolare sono aumentate le foreste del 72,6% in circa ottant’anni. Foreste che oggi ricoprono il 36,4% della superficie nazionale, pari a 10,9 milioni di ettari.

Le regioni che vantano la presenza di più alberi sono la Liguria, la Calabria e la Toscana. Tra i comuni, invece, il primo posto viene raggiunto da Reggio Calabria seguita da Genova e Messina.

Le aree di riferimento della crescita delle foreste italiane

Il rapporto dell’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, individua le aree dove si è evidenziata la crescita. Nel report sono inoltre compresi frutteti, uliveti, arboricoltura da legno e alberi in ambiente urbano.

Le aree dove si è avuta la maggiore crescita delle foreste italiane sono prevalentemente collinari e montane. Per l’aumento di queste aree boschive sono state eliminate le zone con vegetazione erbacea.

In particolare la montagna vede un aumento delle aree boschive di circa il 2% mentre la collina del 2,5%. In queste zone gli alberi ricoprono rispettivamente il 65% e il 40% del territorio.

Crescita delle foreste italiane a discapito di cosa?




Ovviamente tutto ha un prezzo. Se da una parte, infatti, ci sono più alberi e foreste, dall’altra si evidenzia una diminuzione delle aree agricole come, per esempio, prati e pascoli.

Le aree con vegetazione erbacea agricola si sono ridotte del 4% poiché sono state trasformate in centri urbanizzati o zone boschive.

Le aree agricole stanno quindi scomparendo e, con esse, l’eterogeneità del paesaggio. Questo comporta anche l’introduzione di specie aliene e una netta diminuzione della biodiversità a discapito della sicurezza alimentare.

Tra gli aspetti critici ci sono inoltre l’importazione di legname e il fenomeno ancora preoccupante degli incendi boschivi.

 

Elena Carletti

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