Crescita zero 2019, Confindustria avverte, le reazioni di Salvini e Di Maio

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Confindustria avverte sulla crescita zero 2019, Salvini parla di industriali “gufi”, Di Maio si dice preoccupato ma la manovra di bilancio non si tocca.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, avverte il Governo che le previsioni sull’andamento economico del Paese sono preoccupanti, la stima infatti è quella di crescita zero 2019. Boccia esorta per questo l’esecutivo a riattivare la crescita attraverso una manovra di bilancio adeguata, sottintendendo che quella attuale abbia risultati negativi sulla produzione, i consumi e gli investimenti. Matteo Salvini risponde a Boccia apostrofando la categoria degli industriali come gufi, mentre Luigi Di Maio assume tutt’altri toni, condividendo la preoccupazione di Confindustria ma escludendo, allo stesso tempo, una manovra di bilancio correttiva.



Le stime su occupazione, consumi e imprese

I dati Istat confermano il calo di fiducia dei consumatori e registrano una minima ripresa delle imprese, che non riguarda però il settore manifatturiero. Lo scenario presentato da Confindustria non è confortante: il dato dell’occupazione non registrerà variazioni rispetto all’immobilismo attuale, ne verranno in conseguenza minori consumi e ancor meno investimenti, decretando la sofferenza delle imprese. Oltre agli effetti negativi diretti sui lavoratori e le aziende, a risentirne saranno anche gli accordi con Bruxelles, visto che il deficit collegato alla crescita zero 2019 sarà pari al 2,6 per cento, a fronte del 2,04 per cento con cui l’Italia ha scongiurato la procedura del debito.

La reazione del Governo

Sotto esame le operazioni avviate dal Governo di Quota 100 e Reddito di cittadinanza, le quali secondo Confindustria produrranno una crescita economica trascurabile e solo per il primo anno, andando poi ad aumentare di nuovo il calo della fiducia e disattendendo le aspettative di rialzo dei conti pubblici. Una delle soluzioni risiede nelle esportazioni che, per Boccia, sono l’unico settore in cui l’economia italiana ha possibilità di rialzarsi nel 2019 e il vicepresidente Di Maio ne condivide la prospettiva, pur non ritenendo necessario modificare la manovra di bilancio. Anche il premier Conte attenua i timori sulla recessione, spiegando che il calo registrato dagli industriali e dall’Istat era già stato previsto dal Governo.

 

Francesca Luziatelli

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