Cresce la spesa nel settore degli armamenti: l’allarme del Sipri

Nel 2018 la spesa militare mondiale è cresciuta fino a 1,8 trilioni di dollari.

Crescita della spesa nel settore degli armamenti
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Non si arresta la crescita della spesa nel settore degli armamenti, arriva l’allarme del Sipri.

Il rapporto annuale dell‘Istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace ha mostrato dati tutt’altro che rassicuranti. Nel 2018, infatti, è cresciuta del +2,6% rispetto al 2017 la spesa nel settore degli armamenti.



Se si guardano i dati relativi al decennio la situazione è ancora più tragica: la crescita è infatti cresciuta del +5,4%. Una vera e propria corsa agli armamenti a livello globale.

Paesi che hanno segnato una diminuzione

Negli ultimi dieci anni solo tre dei quindici maggiori paesi per acquisto d’armi hanno diminuito il loro traffico, tra tutti gli Stati Uniti d’America, che pur restando in cima alla classifica hanno diminuito del -17% l’acquisto di armi.

Segue poi la Gran Bretagna, dove la crescita è diminuita del -17%. Il paese si attesta al settimo posto tra i paesi che spendono di più nel mondo. In Italia la spesa nel settore degli armamenti è scesa del -14%, tuttavia il paese è salito dal 14esimo al 7imo posto con una spesa di 27,8 miliari di dollari nel 218.

Maggiori acquirenti del 2018

L’Istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace ha registrato una ingente crescita della spesa in Cina (+83%) e in Turchia (+65%).

Tra i migliori acquirenti ci sono l’Australia, il Brasile, il Canada, l’India e la Russia, che esce per la prima volta dalla top five, Arabaia Sudita e Corea del Sud. Questi paesi hanno una crescita stimata tra il 10 e il 40%.

Top Five nella crescita della spesa nel settore degli armamenti

Continuano a dominare la classifica dei paesi con maggior numero di acquisti nell’ambito delle armi gli Stati Uniti d’America. Seguono poi la Cina, l’Arabia Saudita e l’India. L’unico Paese europeo ad aver ottenuto un posto nella top five è la Francia.

Non stupisce che a dominare la classifica siano ancora gli USA. Qui circa 40.000 persone all’anno perdono la vita a causa delle armi da fuoco, proprio per questo motivo il Paese si sta avviando verso una svolta storica per un maggiore controllo delle armi.

La mappa della crisi

L’indagine portata a termine dal SIPRI è utile per delineare la mappa della crisi. Non stupisce infatti che siano in testa i paesi arabi e l’Oriente, dove sono presenti i focolai di tensioni e conflitti, ben lontani dall’essere risorti.

Pieter WezemanSenior Researcher del Sipri, ha commentato così i dati riferiti al 2018:

Arabia Saudita pur non essendo uno dei paesi più grandi del mondo, figura al terzo posto nella classifica degli investitori in armi. Possiamo qui vedere  la significativa influenza dei mercanti d’armi nel convincere l’élite saudita ad acquistare armamenti. Nonostante  sia diminuito il prezzo del petrolio e il numero di soldati in Arabia Saudita.

Spesa militare mondiale

La spesa mondiale militare secondo le stime SIPRI si attesta a 1,8 trilioni di dollari. Del conteggio fanno parte tutte le spese governative per le attuai forze e attività militari. Vengono quindi inclusi nel conteggio i salari e i sussidi, le spese operative, acquisti di armi e attrezzature, costruzioni militari, ricerca e sviluppo, amministrazione, comando e supporto.

Emanuela Ceccarelli

 

3 Comments
  1. Roberto Todini says

    Non mi è chiaro il rapporto tra spesa in armamenti e i morti in USA per armi da fuoco, quando si parla di spese militari si parla di armamenti in cui le armi leggere hanno davvero poco peso nel totale (qui si parla di carri, aerei, tecnologie militari avanzate, etc. etc.), senza contare che anche se volessimo considerate le armi leggere militari non costituiscono certo il grosso delle armi che uccidono in strada. Una cosa sono le armi da fuoco e una cosa sono le armi da guerra.

    1. Emanuela Ceccarelli says

      Signor Todini, la ringrazio in tanto del commento. In effetti in quel passaggio l’articolo è poco chiaro, provvederò senz’altro a una revisione del pezzo.

  2. Roberto Todini says

    Ah cmq come italiano quando sento di corsa agli armamenti mi rallegro, il settore militare è uno dei pochi in cui la nostra industria è ancora più che competitiva, persino leader direi.

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