• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
venerdì, 5 Dicembre 2025
Ultima Voce
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Ricerca e Sviluppo
  • Cultura
  • Interviste
  • Letture
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Mafia
    • Migrazione Umana
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Ricerca e Sviluppo
  • Cultura
  • Interviste
  • Letture
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Mafia
    • Migrazione Umana
No Result
View All Result
Ultima Voce
No Result
View All Result
Home Letture consigliate

Cuorebomba, il coraggio e la paura di diventare grandi

by admin
07 Nov 2019
in Letture consigliate
Reading Time: 6 mins read
A A
0
Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

A volte un libro prende vita tra le mani del lettore e la storia narrata diventa anche un po’ la nostra. Oggi tra le pagine di Cuorebomba, il nuovo libro di Dario Levantino pubblicato da Fazi Editore, torno adolescente e nello scompiglio emotivo ritrovo la speranza di un futuro.

Rapita dalla lettura mi trovo d’un tratto a prendere le sembianze di Rosario, il giovane protagonista di Cuorebomba. L’empatia è forte e così anche io combatto la sua battaglia contro la solitudine, la paura, l’abbandono e l’enorme turbamento del diventare grandi. Questo è più di un romanzo di formazione, questo è il romanzo di tutti noi, che giovani ci siamo stati. Forse oggi abbiamo dimenticato le angosce dell’adolescenza e forse ha ragione proprio Rosario quando dice:

“La differenza tra un ragazzo e un uomo è proprio questa: il secondo non sa sognare“.

La brillantezza e la spontaneità della narrazione, caratteristica prodigiosa nello stile di scrittura di Dario Levantino, immerge il lettore in una dimensione fatta di luci e ombre, di odori e sapori. Quasi sembra di stare lì, nel quartiere Brancaccio, periferia controversa di Palermo.

Il giovane Rosario vive la sua adolescenza tra le difficoltà della povertà, sfiancato dalla violenza del suo quartiere, costretto a diventare grande prima del tempo. Una madre che si ammala di dolore e un figlio che la nutre di speranza, proprio quella speranza che spesso i grandi perdono per sempre. Ma la forza della gioventù è proprio questa, andare sempre più su, come quando Rosario osserva i tetti di Palermo, come quando trova l’amore e la passione di Anna, o la lealtà di Jonathan cane. Un intreccio di vicende che vengono filtrate dal protagonista, elaborate e “sputate” fuori come si fa con il dolore, così che l’amore trovi spazio. Rosario sceglie di amare e il suo è un  Cuorebomba.

“Il Cuorebomba  è un debole gentile, è un fragile forte, è uno che al posto del cuore c’ha una bomba“.

Scrive Dario Levantino nel romanzo, evidenziando tutti i contrasti che caratterizzano la crescita. Rosario lotta tra gli opposti: tra bello e brutto, amore e odio, paura e coraggio; ma poi guarda l’orizzonte:

RELATED STORIES

Un genocidio annunciato di Chris Hedges

“Un genocidio annunciato”: la tragedia palestinese sotto l’obiettivo di Chris Hedges

27 Giugno 2025
Rashid Khalidi

Cento anni di colonialismo, guerra e resistenza nella Palestina di Rashid Khalidi

19 Giugno 2025

“Il mio sguardo cerca un punto preciso in cui il mare diventa cielo. Ma non lo trova, perché i confini esistono solo fra le cose brutte. Fra le cose belle esistono soltanto le sfumature“.

Questo è Rosario e questa è la forza dei giovani: superare i confini.

All’ultima pagina del libro torno nella realtà con una nuova consapevolezza, finalmente ricordo i dolori e le passioni della mia gioventù e penso che questo libro faccia bene ai grandi, perché possano avvicinarsi un po’ di più a questi ragazzi che, con tante difficoltà, lottano in questo mondo difettoso, non poi tanto diverso da Brancaccio.

Ho avuto il piacere di porre qualche domanda all’autore riguardo Cuorebomba. Con le sue risposte Dario Levantino ci permette di approfondire ulteriormente quanto emerso dal suo romanzo.

 

Povertà, solitudine e dolore accompagnano molti adolescenti che
spesso perdono le speranze. Quale consiglio darebbe Rosario a questi
ragazzi?

 “Rosario nessuno, perché troppo intrappolato nella rete di tensioni proprie di ogni adolescenza difficile. Invece io uno ce l’ho. Ed è questo. Non dobbiamo mai avere paura delle emozioni, anche quelle negative, perché – come osservava il protagonista nel primo romanzo – per guarire da ogni male, prima bisogna interiorizzarlo, farlo proprio, intossicarsi male per poi vomitare bene. In altre parole il dolore è necessario“.

Rosario interpreta la cultura come “disordine, vento tra le foglie,
interpretazione infedele…” La scuola è incastrata in schemi troppo
stretti. Cosa si potrebbe migliorare nell’offerta formativa?

“La scuola, a mio avviso, non sta vivendo una primavera. È in corso una burocratizzazione pesante che, anno dopo anno, sta trasformando il ruolo degli insegnanti da formatori a impiegati d’ufficio, e questo mi dispiace, per la convinzione che un buon professore è tale solo se tocca con mano il fragile e delicatissimo equilibrio umano. Sono cresciuto con gli scritti di Don Milani e di Rousseau, penso che ogni buona scuola debba mirare a quel modello di formazione lì“.

Gli eroi del passato sono compagni fedeli nel percorso del
protagonista, quale di questi ha aiutato più di tutti Rosario a
combattere le ingiustizie della sua vita?

“Due in assoluto.

La prima è Antigone, perché incarna il dovere di tutti gli uomini probi di osteggiare leggi inique. Ieri Antigone contro i folli decreti di Creonte; oggi Rosario contro il corrotto sistema dei servizi sociali.

Il secondo personaggio è in realtà una coppia di fratelli: i Diòscuri, cioè Càstore e Pollùce, fratelli – uno mortale l’altro no – che non si separeranno nemmeno nel regno dei morti.

Il primo personaggio, Antigone, incarna il coraggio della disobbedienza; i secondi, invece, il coraggio dell’amore”.

 In Cuorebomba descrivi Brancaccio dettagliatamente, tra bello e
brutto trovi le sfumature che ti legano a quel luogo. Quanto è
importante tenere fede alla propria identità?

“La domanda è retorica, e sono d’accordo con voi: è importante tenere fede alla propria identità, tuttavia non bisogna chiudersi nel nome dell’identità. Per me la vita è un viaggio in barca: c’è un tempo in cui bisogna remare e allontanarsi da casa, e c’è un tempo in cui bisogna tirare i remi in barca e farsi trasportare indietro dalla corrente. Un paese ci vuole! Io, coi miei alunni, per esempio, a volte faccio anche lezione in siciliano. Serve a loro a capire che l’Italia ha un bagaglio culturale sterminato, e a me a sentirmi più a casa, pur abitando lontano dalla mia Palermo“.

 

Ultimamente i giovani, come mai nella storia, si ribellano
pubblicamente a un sistema fallato e pilotato da adulti ipocriti nel
“perfetto marchingegno della palude sociale” come citi nel tuo libro.
Quanto la ribellione e la disubbidienza sono importanti per un ragazzo?

“Per me importantissimi.

Antigone ci insegna ad essere prima di tutto cittadini di una comunità alle cui leggi abbiamo l’obbligo etico di collaborare. La ribellione – sebbene nelle forme immature e faziose – insegna il senso civico, ai giovani fa bene, ma anche agli adulti.

Sui muri della mia scuola – per esempio – anarchici, fascisti e comunisti se le danno di santa ragione, a suon di bombolette spray e simboli identitari. Molti miei colleghi sono molto preoccupati, io no perché quella è pur sempre una forma di partecipazione. Gli do tempo cinque anni perché capiscano che la democrazia è il regime meno imperfetto fra quelli esistenti”. 

Tutti gli scrittori narrano di sé, pur utilizzando la
trasfigurazione della fantasia e in ciò lanciano un messaggio a cui
credono e per cui lottano. Quale messaggio hai voluto lanciare in
Cuorebomba?

“Cuorebomba racconta la forza del legame materno, racconta che ci si può alzare dopo essere caduti, racconta che il dolore è necessario per tornare a vivere e che il perdono è il regalo più grande che possiamo fare a noi stessi e non agli altri. Insegna che è bello dopo il morire vivere ancora“.

 “L’uomo prova ad esaudire desideri infiniti con gli strumenti di un
mondo finito. Ecco spiegato il cortocircuito” Scrivi nel tuo libro.
Come riparare questo “Cortocircuito”?

“Non si può guarire da questo male, ma se ne può essere coscienti. A me questo grande insegnamento lo ha dato Leopardi, in una bellissima pagina dello Zibaldone, e anche Rosario – il protagonista di questa storia – non rimane indifferente a queste parole. Il punto è che, essendo infiniti, concepiamo desideri infiniti; quando poi ci confrontiamo con la realtà, che è invece finita, restiamo scottati e delusi. Leopardi ci fa l’esempio del cavallo: noi desideriamo avere un cavallo, e questo desiderio è infinito nell’intensità; quando finalmente ci procuriamo un cavallo, restiamo delusi perché ci aspettavamo un piacere diverso. Questo cortocircuito ci rende continuamente infelici. Che si può fare? Come riparare questo “cortocircuito”? Leopardi ci suggerisce di godere dell’attesa del piacere, che sarebbe la traduzione filosofica del carpe diem. Io una risposta non ce l’ho, ma quella di Leopardi mi piace“.

Ultima domanda, un pochino impervia. Un passo molto interessante
di Cuorebomba cita: “La critica letteraria è quella cosa che uno scrive un
romanzo e un altro, che non sa scrivere romanzi, giudica con una tale
scienza che a scuola si studia più il secondo che il primo”. Si
potesse scegliere, escludendo i “critici eruditi”, da chi faresti
“criticare” il tuo libro?

“Papa Francesco. Per me è un grande uomo, in un tempo di uomini piccoli piccoli“.

Speranza ci sarà sempre finché un adulto sarà capace non solo d’insegnare ai ragazzi, ma anche d’imparare  da loro la voglia di sfidare l’ingiustizia, di osare, di sognare ancora. Rosario può farcela solo se qualcuno riuscirà ad ascoltarlo veramente. Grazie a Dario Levantino per l’intervista, ma grazie anche per la sua grande capacità di percepire la sensibilità/forza dei giovani. Cuorebomba ci insegna che loro sono il nostro futuro.  È nostro dovere dargli fiducia… In fondo cercano solo questo da noi “grandi”: sostegno.

Sabrina Casani

Tags: CuorebombaDarioLevantinoFazi EditorelibropalermoScuolasocietà
ShareTweetSendShare

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

Un genocidio annunciato di Chris Hedges
Letture consigliate

“Un genocidio annunciato”: la tragedia palestinese sotto l’obiettivo di Chris Hedges

27 Giugno 2025

Un genocidio annunciato – una frase che torna, pesante come una condanna, nei primi righi...

Rashid Khalidi
Letture consigliate

Cento anni di colonialismo, guerra e resistenza nella Palestina di Rashid Khalidi

19 Giugno 2025

Rashid Khalidi è uno scrittore, accademico e storico palestinese-americano, professore emerito alla Columbia University e...

Il libro della scomparsa
Letture consigliate

“Il libro della scomparsa” di Ibtisam Azen: un immaginario pericolosamente reale

4 Giugno 2025

Il libro della scomparsa di Ibtisam Azen si basa su una domanda molto semplice, ma...

Andrea Umbrello
Letture consigliate

“Cisgiordania. Vita all’ombra dell’occupazione” di Andrea Umbrello è un’emozionante viaggio nel cuore di un popolo allo stremo

17 Maggio 2025

In Cisgiordania. Vita all'ombra dell'occupazione, il direttore di Ultima Voce Andrea Umbrello narra l'emozionante e...

Next Post
La Regina Elisabetta  e la svolta animalista: no alle pellicce

La Regina Elisabetta e la svolta animalista: no alle pellicce

No Result
View All Result

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Attualità
  • Cultura
  • Ricerca e Sviluppo
  • Economia e Politica
  • Interviste
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Cultura
  • Ricerca e Sviluppo
  • Interviste
  • Letture consigliate
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Migrazione Umana
  • Contatti

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.