Cyberbullismo, Spagna no ai cellulari ai minori di 12 anni

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Con il termine il cyberbullismo, ci si riferisce ad un tipo di attacco offensivo, continuo, ripetuto, e sistematico effettuato tramite la rete, tramite internet. E’ una violenza psicologica, un crimine che riguarda i giovani, i ragazzini tanto in Italia, come all’estero.

In una recente intervista lasciata alla radio “Onda Cero”, l’ispettrice capo della polizia spagnola, Aren Esther Vidal ha parlato di come sono diversi i bulli di oggi, di come Internet ha cambiato il loro modo di operare nella scuola rispetto al passato, e di quanto la rete sia un pericolo, non solo per i ragazzi, ma anche per i bambini.

Giovani a rischio cyberbullismo, uso sconsiderato dei social e di wastapp
L’ispettrice Aren Esther Vidal, specializzata contro il crimine ai minori.

Non si tratta solo di bullismo fatto di insulti o minacce tramite la rete (cyberbullismo), ma addirittura di altri comportamenti come il sexting (invio o richiesta di immagini con contenuto sessuale, che a volte gli adolescenti fanno per mettersi in mostra) o il grooming (adulti rassicuranti in cerca di amicizie con bambini o adolescenti, con scopo il ricatto o per ottenere prestazioni sessuali).

Sempre nell’intervista l’ispettrice asserisce: ” Se si fa guidare ad un ragazzino di 14 anni, senza patente, e senza accompagnarlo, è chiaro che non rimarrà indenne. Ora, noi stiamo dando ai bambini minori di 14 anni dei dispositivi mobili (cellulari e tablet) di ultima generazione, che vanno a 200 all’ora, senza rendersene conto“.

Le ragazzine di 10 anni postano selfie accattivanti su Instragram video su Youtube, senza sapere che possono essere geolocalizzate, possono essere trovate.

Aren Esther Vidal concorda quindi con gli esperti: “non si dovrebbe dare il cellulare ai minori di 12 anni, soprattutto se provvisto di connessione a Internet, mentre Whatsapp non dovrebbe essere usato fino a 16 anni.

La polizia spagnola ha intrapreso un programma di divulgazione del tema con incontri non solo nelle scuole, ma anche con genitori e pediatri, perché il problema maggiore è quando si lasciano agire i bulli senza che nessuno intervenga. Consigliano, quindi, alle vittime di cyberbullismo di denunciare l’accaduto alla polizia, per evitare la reiterazione del reato.

Per aver sottomano il controllo, la autorità spagnole consigliano ai genitori di attivare una funzione nel cellulare del proprio figlio/a, che permette di inviare tutti i messaggi di Wastapp ad una casella di posta elettronica. In questo modo, in caso di ricatto, di foto compromettenti, di violenza psicologica vera e propria, rimangono le prove e si può agire di conseguenza.

Esther Arén, inspectora jefe de la policía habla del pederasta de Ciudad Lineal| 13tv

Marta Brusoni

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