Da Giulio Cesare a Montanelli: scegliamoceli bene i simboli

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Da Giulio Cesare a Montanelli: scegliamoceli bene i simboli per evitare di trasformare delle necessarie battaglie in sterili buffonate.


Giulio Cesare sterminò intere popolazioni, riducendone buona parte in schiavitù.
Perché non abbattiamo le statue di Cesare, a Roma?

Perché siamo esseri pensanti e contestualizziamo.
Sappiamo che, ai tempi di Cesare, sterminare interi popoli e ridurli in schiavitù per incrementare la grandezza di Roma non solo non era qualcosa da stigmatizzare, ma era considerato, dai romani e da lui stesso, un vero e proprio atto eroico e “giusto”.

La statua di Cristoforo Colombo a Richmond, in Virginia, è stata data alle fiamme e gettata in un laghetto, tra gli applausi della gente.
Questo perché Colombo rappresenterebbe il genocidio delle popolazioni indigene.
Ora, pur volendo passare sopra il fatto che Colombo era convinto di andare in India e andò semplicemente a sbattere contro l’attuale America e che era tutto fuorché un conquistatore, buttare giù la sua statua è esattamente l’equivalente di abbattere le statue di Giulio Cesare.

Perché pretendere dagli uomini del rinascimento il rispetto per i diritti umani di quelli che, ai tempi, erano considerati dei nemici “selvaggi” e infedeli che si opponevano alla giusta conquista europea della cristianità è semplicemente una cosa da giganteschi ignoranti.

Tutta questa nuova ondata di politicamente corretto che sta sommergendo il mondo occidentale è molto pericolosa, perché si basa su un rifiuto talebano della Storia.
E come i talebani non si facevano problemi a distruggere le statue del “falso Dio” Buddha, così oggi stiamo pretendendo di giudicare e condannare retroattivamente per “razzismo” personaggi e opere di un periodo in cui la concezione dell’altro da sé, del “diverso”, era completamente diversa da quella odierna.

Questa furia iconoclasta che spinge a non contestualizzare, a ritirare dal commercio dei biscotti perché si chiamano “moretti”, a considerare “Via col Vento” un film da cancellare e Woody Allen un regista da bandire, è semplicemente figlia di un’ignoranza dilagante.
E no, non è “sinistra”, è “politicamente corretto”: una delle invenzioni più ridicole e stupide dei dem americani, una cosa che sta alla lotta contro il razzismo come le sanguisughe stanno alla cura del cancro.

Prima che me lo chiediate: sul voler togliere di mezzo la statua di Montanelli, invece, sono d’accordo.
Non fosse altro per la soddisfazione con cui, nel 1969 (ovvero in un’epoca in cui Malcolm X e Martin Luther King erano già morti) descriveva la sua concubina bambina comprata durante la campagna d’Africa: “un bell’animalino docile”.

Ecco: la soddisfazione con cui, in un’epoca post sessantottina, Montanelli rivendicava ciò che aveva fatto in Eritrea e chiosava dicendo che “in Africa era normale”, a mio parere giustifica chiunque voglia abbattere quella statua.

Scegliamoceli bene, i simboli.
Altrimenti, come sta già succedendo, riusciremo solo a trasformare una battaglia sacrosanta in una buffonata caricaturale, bigotta e ignorante come solo gli americani sanno essere.

 

Emiliano Rubbi

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