Da Roma a Bari: ancora troppa ignoranza su AIDS e HIV

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Nel 2019 è ancora tanta l’ignoranza su AIDS e HIV, a darne prova sono due notizie degli ultimi giorni. La prima riguarda un liceo di Roma dove, durante l’esame di maturità, il commissario esterno di biologia ha affermato che l’AIDS si contrae con rapporti omosessuali. L’allarme è stato lanciato da Fabrizio Marazzo, portavoce del Gay Center, che in una nota scrive:

Siamo stati contattati da un docente che ci ha raccontato un grave episodio di discriminazione contro le persone omosessuali avvenuto in un liceo di Roma. Durante gli esami orali uno studente ha raccontato del suo tirocinio presso una struttura di sostegno per persone sieropositive e la commissaria esterna di biologia, proveniente da un altro liceo, sostenendo di conoscere il tema HIV, ha affermato che “l’HIV si contrae attraverso un unico rapporto sessuale con un soggetto affetto dal virus e l’AIDS si contrae quando si hanno più rapporti con persone ammalate.”  Ha poi insistito sul fatto che l’AIDS è una malattia che si contrae mediante rapporti omosessuali.

 

Il fatto che questa affermazione, scientificamente scorretta, provenga proprio da una professoressa di biologia testimonia la disinformazione di cui la scuola è responsabile. Per questo l’associazione romana ha subito rivolto un appello al Ministro Bussetti, chiedendo provvedimenti nei confronti della docente ed un piano MIUR di informazione e prevenzione. È necessario agire soprattutto sui giovani per responsabilizzarli nei rapporti sessuali e frenare le discriminazioni.

Bisogna abbattere l’ignoranza che lega l’AIDS all’omosessualità che crea pregiudizi e porta gli eterosessuali a sentirsi  immuni al virus. Lo stigma associato ai malati di HIV rende ancora molto difficile per una persona sieropositiva parlarne con la propria famiglia e con il partner sessuale. La disinformazione sulle modalità di contagio, sulle fasi della malattia, sulla differenza tra HIV e AIDS, diffonde paure ingiustificate.



L’ultimo caso che lo testimonia viene da Bari, dove uno stabilimento balneare ha proibito l’ingresso a dei malati di AIDS. La casa-alloggio Raggio di Sole che li accoglie aveva un accordo con la struttura ma questa si è ritirata. La responsabile Fiorella Falcone ha dichiarato:

Il loro legale ci ha detto apertamente che non volevano più accoglierci perché i nostri ospiti hanno l’Aids e da allora non ci hanno risposto più, nemmeno per telefono.

 

Raggio di Sole è l’unica struttura operativa in Puglia per accogliere i malati di AIDS e HIV.  Immediatamente ha denunciato il fatto ed ha ammesso che non si tratta del primo caso di discriminazione per i propri pazienti:

 Ricordiamo, ad esempio, quando un bar della città conservava delle tazzine specifiche per loro, un parrucchiere che si è rifiutato di acconciare i loro capelli o una mamma che si è opposta a far fare ai suoi figli la comunione in chiesa insieme a questi ragazzi.

L’episodio dei ragazzi di Bari ha poi avuto il suo lieto fine: altre strutture hanno dato disponibilità ad accoglierli. Ma la causa della paura anche in questo caso è stata l’ignoranza:

 Il virus dell’HIV, e quindi la malattia dell’AIDS che ne può conseguire, non può essere assolutamente trasmesso con un bagno nella stessa acqua né attraverso il semplice contatto. Saliva, lacrime, urina e sudore non sono mezzi di contagio. Esistono solo tre modalità di trasmissione del virus: via sessuale, via ematica- attraverso trasfusioni di sangue infetto o l’utilizzo di siringhe infette– e per via materna- durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

La trasmissione dell’HIV attraverso i rapporti sessuali è ad oggi la più diffusa. Avviene con il contatto tra liquidi biologici infetti (sangue, sperma, liquido pre-eiaculatorio e secrezioni vaginali) e le mucose. Il rischio si corre con rapporti eterosessuali e omosessuali non protetti dal preservativo . Ciò significa che non esistono categorie maggiormente esposte ma comportamenti la cui conoscenza permette di prevenire il virus e la malattia.

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                    Marika Moreschi

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