DaBaby e le affermazioni omofobe, il rapper chiede scusa

Il rapper americano DaBaby, noto per hit internazionali come Rockstar, BOP e What’s Poppin, è finito nei guai per alcune affermazioni controverse rilasciate nel corso del suo spettacolo al Rolling Loud Festival.

DaBaby è nei guai, e nessuno sembra più voler affiancare il suo nome a quello del rapper di Charlotte. Sebbene il cantante americano abbia più volte portato sul palco esibizioni piene di energia e divertimento questa volta qualcosa è andato storto. Nello specifico DaBaby si è lasciato andare ad affermazioni degne del più ispirato militante salviniano, pregne di omofobia e falsità.

Gli avvenimenti del Rolling Loud

Nel corso del suo concerto al Rolling Loud Festival DaBaby è riuscito ad inimicarsi milioni di persone in pochi secondi. Senza apparente contesto, almeno a quanto si comprende dalle immagini, il rapper ha affermato “Se ti sei presentato qui senza HIV, AIDS, o altre malattie sessualmente trasmissibili che ti uccidono il 2/3 settimane, alza la torcia del tuo telefono al cielo”.

L’affermazione è sconcertante sotto diversi punti di vista. In prima istanza malattie come l’AIDS non uccidono in 2 settimane, neanche quando non trattate. Inoltre sono anni che la medicina studia tali problematiche, e al momento esistono medicinali in grado di garantire al malati di AIDS di vivere a pieno la propria vita. Certo, Baby non è un educatore o un medico, ma indubbiamente ha fornito un’informazione non vera.

E’ poi presente la componente discriminatoria, forse la faccia peggiore di questa bruttissima medaglia. Il rapper effettivamente discrimina tutti i malati di HIV, aggiungendo poi affermazioni omofobe, ad avvalorare la sua posizione di nemico pubblico. Gli astanti sul momento non hanno reagito, ma la tempesta social non ha tardato ad arrivare.



Le reazioni

I social sono letteralmente impazziti appena il video è diventato pubblico. Le reazioni sono arrivate anche da personaggi pubblici, come Elton John, Madonna e Questlove. Naturalmente nessuno ha appoggiato le parole del rapper di Charlotte, che è stato fortemente criticato anche da Dua Lipa, con la quale condivide Levitating, uno dei pezzi più forti dell’ultimo anno.

La presa di distanze dell’icona pop di origini albanesi è comunque una mossa che lascia il tempo che trova. Dopo aver condiviso con DaBaby una hit del livello di Levitating la cantante ha voluto distaccare completamente la sua immagine da quello del rapper americano, affermando di “non riconoscere più la persona con cui ha collaborato”. Tali affermazioni dovrebbero però farci riflettere sulla differenza tra persona e personaggio.

Inizialmente Baby ha reagito in modo arrogante alle critiche, affermando che ciò che succede nei suoi live è ad uso e consumo degli spettatori del live, e che non si possono trarre conclusioni da pochi secondi di video. Per quanto queste affermazioni abbiano un fondo di verità sembra difficile che al concerto si sia creato un contesto tale da giustificare le affermazioni del rapper. Successivamente ha pubblicato il video musicale della sua canzone “Givin’ What It’s Supposed To Give“, nel quale fa riferimento alla questione con fare ironico.



La questione Boohoo e le scuse di DaBaby

L’atteggiamento del rapper è cambiato quando, nella giornata di mercoledì, il sito di vestiti Boohoo ha annunciato di aver chiuso ogni rapporto collaborativo con DaBaby. Le due parti avevano infatti stipulato un accordo per produrre insieme una linea di vestiti.

Vistosi abbandonato anche a livello lavorativo il rapper ha ritrattato, affermando l’errore e chiedendo pubblicamente scusa. “Ogni persona affetta da HIV/AIDS ha il diritto di sentirsi offesa”, ha affermato in un tweet l’artista. Tuttavia il comportamento spocchioso tenuto durante le ore successive lo show difficilmente gli consentirà di cavarsela in questo modo.

Nel tweet subito precedente infatti Baby si scagliava contro i suoi detrattori, affermando che si era scatenato un putiferio poiché “aveva chiesto di accendere le torce dei telefoni”. Aveva poi concluso invitando tali persone ad accogliere con lo stesso clamore l’uccisione di un afroamericano da parte di un poliziotto, cercando di spostare l’attenzione su temi populisti.

Marzioni Thomas

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