Dall’ospedale Maria Vittoria di Torino il no al parcheggio a pagamento

Con una lettera all'Assessore ai Trasporti Lapietra, utenti e dipendenti si sono uniti contro l'introduzione del parcheggio a pagamento.

L’Assessore Lapietra dovrà rispondere alle richieste dei 529 firmatari.
La privatizzazione della Sanità parte dalle piccole scelte delle amministrazioni locali.

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L’ampliamento delle zone di parcheggio a pagamento è un fenomeno che sta dilagando in tutta Italia. Sotto la veste della sostenibilità ambientale, la motivazione profonda è economica . Ogni euro nel parchimetro fa cassa per i Comuni e ogni multa parimenti.

La questione si fa delicata se ad esser colorate di blu diventano le strisce attorno alle strutture sanitarie, agli ospedali, a tutti quei servizi ancora pubblici in cui si esercitano le conquiste della nostra civiltà in campo sanitario, dell’istruzione, dell’assistenza e della cura.

Ad essere interessato a tale ampliamento sarà l’Ospedale Maria Vittoria di Torino. Dal 29 luglio 2019 la zona delimitata dai corsi Tassoni, Ferrucci, Vittorio Emanuele II, Trapani, Lecce e Regina Margherita, riguardante una parte dei territori delle Circoscrizioni 3 e 4, sarà interessata all’ampliamento della sosta a pagamento (strisce blu) con tariffa oraria di 1 euro, dalle 8 alle 19:30.

 




Dal 1994, il concetto di centro si è ampliato fino a lambire aree di raccordo o addirittura aree sanitarie

Già con le Delibere Comunali 02784/119 del 6 agosto 2013 e 03316/119 del 28 luglio 2015 si prevedevano degli ampliamenti nelle zone sopra indicate. “L’obiettivo è favorire la rotazione e conseguentemente alleggerire la presenza del numero di veicoli dei non residenti che stazionano sul suolo pubblico, rendendo la circolazione più ordinata e sicura”, si legge nella Delibera del 2013, proposta dell’Assessore Lubatti di concerto con l’Assessore Tedesco, quando Sindaco della città di Torino era Piero F.R. Fassino.

L’introduzione della sosta a pagamento è avvenuta nel 1994, dapprima soltanto nell’area centrale per incentivare la rotazione e razionalizzare l’offerta di sosta in zone particolarmente congestionate. Successivamente, è stata estesa alle zone limitrofe al centro. Negli ultimi anni, il concetto di centro si è ampliato e il pagamento della sosta si è reso obbligatorio anche in zone periferiche o di raccordo tra centro città e Comuni limitrofi.

L’Ospedale Maria Vittoria si è mobilitato: 529 i firmatari per incontrare l’Assessore Lapietra

Dal prossimo autunno, pertanto, l’area che circonda l’Ospedale Maria Vittoria diverrà a pagamento. Saranno istituiti, entro questa estate, stalli a pagamento con le zone delimitate di blu nell’area compresa tra Corso Francia, Lecce, Regina Margherita e Tassoni. Sono previste una settantina di strisce gialle per i residenti del vecchio borgo Campidoglio in via Balme e via Netro, mentre 118 posti sono riservati per la notte e dedicati alla residenza sanitaria assistenziale Richermy di via San Donato 97. E l’Ospedale Maria Vittoria?

Venuti a conoscenza della Delibera Comunale, dipendenti e utenti dell’Ospedale Maria Vittoria si sono mobilitati. Il 9 luglio scorso hanno presentato una lettera diretta all’Assessore ai Trasporti Maria Lapietra e all’Amministrazione tutta, nella quale chiedono la rettifica della delibera sopracitata 01383/033 del 16 aprile 2019 e un incontro con l’Assessore affinché si trovi una soluzione alternativa all’attuale deliberazione.




Le motivazioni che si adducono nella lettera sono molteplici

All’interno dell’area in cui verrà introdotta la sosta a pagamento è compreso l’Ospedale Maria Vittoria, struttura sanitaria che accoglie ogni giorno un gran numero di utenti, tra pazienti e visitatori, e moltissimi dipendenti che risiedono al di fuori del Comune. Costoro sono spesso costretti a recarsi al Maria Vittoria con mezzo privato poiché i mezzi pubblici non lo consentono.

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A ciò si aggiunga la posizione strategica dell’Ospedale Maria Vittoria, situo nei pressi della tangenziale che conduce fuori città e, al contempo, a due passi da Piazza Statuto. La sua posizione si traduce in un bacino di utenza non preminentemente cittadino, ma proveniente dai Comuni limitrofi. Un duro colpo per costoro e un duro colpo per il Maria Vittoria l’introduzione del parcheggio a pagamento.

Inoltre, l’Ospedale Maria Vittoria è un centro di eccellenza in traumatologia, nonché uno delle poche strutture della provincia di Torino dove si pratica la partoanalgesia. Costringere questo tipo di utenza al pagamento di una tariffa oraria è altresì iniquo.




Infine, l’amministrazione non ha creato le condizioni affinché lavoratori e utenti possano avere un trattamento diverso dopo l’introduzione del parcheggio a pagamento. Non essendoci un parcheggio interno all’ospedale, dipendenti e fruitori sono costretti a parcheggiare nell’area che circonda la struttura ospedaliera e presumibilmente a pagare ogni giorno una tassa iniqua.

Il comitato organizzatore, un ventaglio di personalità unite affinché la fruibilità del Maria Vittoria rimanga gratuita

La lettera vede la sottoscrizione di 529 firmatari tra personale dipendente della ASL città di Torino, lavoratori a partita Iva, lavoratori delle cooperative e semplici utenti. Le firme sono state raccolte nel giro di pochi giorni e si è formato un comitato organizzatore, composto varie figure, diverse tra di loro, affinché risulti chiaro all’amministrazione che la richiesta mira all’interesse di tutti e tiene in particolare considerazione l’aspirazione del Maria Vittorio a rimanere un ospedale pubblico e da tutti fruibile.

Nella fattispecie, nel comitato organizzativo figurano: Pantone Cosimo, utente dell’Ospedale Maria Vittoria; Annamaria Sorice, assistente amministrativo presso Anestesia Rianimazione 1 e DEA Ospedale Maria Vittoria; Maurizio Tedeschi, collaboratore amministrativo ufficio stipendi presso ASL città di Torino, Via San Secondo; Marilù Cazzato, tecnico di laboratorio presso Ospedale Amedeo di Savoia di Torino; Gianfranco Nurtis, coordinatore infermieristico della pediatria presso Ospedale Maria Vittoria; Pierangelo Iozzia, medico anestesista presso Ospedale Maria Vittoria.

Le piccole decisioni nelle amministrazioni locali divengono grandi passi del processo in atto: la privatizzazione della Sanità

Per taluni la privatizzazione è il cancro della Sanità, per altri porterebbe a maggiore efficienza. Il pagamento di una tariffa oraria per recarsi in un Ospedale pubblico a lavorare, per una visita, per donare il sangue è un chiaro sintomo di quello che sembra essere un processo pressoché inarrestabile: la privatizzazione della Sanità.

Negli anni, gradualmente, la buona sanità è divenuta sempre più appannaggio dei ricchi. Alla Sanità pubblica si sottraggono fondi, a quella privata se ne elargiscono ogni anno di più. L’aziendalizzazione del settore sanitario giustifica, d’altronde, l’introduzione del pagamento della sosta. Ogni prestazione va pagata, anche il solo recarsi nei luoghi di cura.

Le disuguaglianze creano altre disuguaglianze: cosa succede quando lo Stato sociale è in crisi?

Sotto l’ipocrita giustificazione della sostenibilità ambientale e della viabilità altrimenti intasata, si finisce sempre per ledere i meno abbienti. Le disuguaglianze creano ferite profonde nella società. Le disuguaglianze sono foriere di altre disuguaglianze, di conflitti sociali e ingiustizie. Lo Stato sociale come lo abbiamo immaginato fino a qualche tempo fa è in crisi. I piccoli gesti, le piccole o grandi decisioni delle amministrazioni locali lo stanno dimostrando. Distrutto il patto sociale, se ne dovrà ricomporre un altro e non è detto che sarà migliore del precedente.

Giulia Galdelli

1 Comment
  1. Anna Maria says

    L’ospedale Maria Vittoria è circondato da sosta a pagamento da anni ed anni, come tutto il quartiere S. Donato in cui si trova.
    Inoltre i cittadini hanno diritto alla salute, mentre oggi abbiamo 900 morti all’anno per inquinamento a Torino e migliaia di malati cronici per cause legate all’inquinamento che pesano sui costi sociali e sanitari. L’azzeramento di morti e malati cronici causati dal traffico e dell’inquinamento da esso generato è la vera esigenza delle persone. Non garantire sosta gratuita ed illimitata ai ricchi possessori di suv

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