Damien Hirst e il suo squalo da 12 milioni di dollari

0

“The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living” (ovvero, L’impossibilità Fisica Della Morte Nella Mente Di Un Essere Vivente) è considerata l’opera iconica dell’arte britannica degli anni 90’, uno squalo imbalsamato e messo in una teca piena di formaldeide è diventato il simbolo della Britart in tutto il mondo.

Il gallerista newyorkese Larry Gagosian incaricato nel 2005 di vendere l’opera artistica, dovette affrontare numerosi problemi. Il primo fu di tipo logistico, un’istallazione artistica da oltre due tonnellate non è certo facile da trasferire nella sala da pranzo di un compratore. Il secondo rappresentò l’ostacolo più imponente: la somma richiesta, 12 milioni di dollari! 12 milioni di dollari rappresentano la cifra più alta mai pagata per un’opera di un’artista vivente, fatta eccezione per Jasper Johns.

Damien Hirst

Il venditore era Charls Saatchi, che quattordici anni prima commissionò l’opera a Damien Hirst per 50.000 sterline.

Damien Hirst è un’artista inglese, uno dei pochi in grado di poter dire di aver modificato il tradizionale significato di arte e di carriera artistica. Mentre era ancora uno studente al Goldsmiths College di Londra, gli venne assegnato uno spazio in una camera mortuaria da usare come laboratorio artistico/espositivo, e secondo lo stesso artista, la qual cosa, ebbe una rilevante influenza sui temi del suo lavoro futuro.

L’idea di uno squalo imbalsamato fu precedentemente descritta da Hirst durante un’intervista rilasciata alla rivista Frieze:

“Mi piace l’idea di qualcosa che descrive una sensazione. Uno squalo fa paura, è più grande di te, si muove in un ambiente a te sconosciuto. Sembra vivo quando è morto e morto quando è vivo”.

Se l’opera dello squalo si fosse chiamata semplicemente “Squalo”, lo spettatore avrebbe potuto dire “si, è senza dubbio uno squalo” e proseguire, ma i titoli di Hirst sono parte integrante del marketing della sua arte. Intitolandolo “The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living”, obbliga chi guarda a trovare un significato: il titolo produce altrettanto dibattito dell’opera in quanto tale.

Poco prima della vendita, Damien Hirst accettò di sostituire il primo squalo catturato in Australia nel 1991 e ormai rovinato dal tempo. Allo squalo prescelto per sostituire il primo, furono iniettati circa mille litri di formaldeide, dieci volte la quantità utilizzata per il primo squalo.

Per comprendere la capacità propagandistica di Hirst è sufficiente sapere che non fu il primo a esporre uno squalo. Eddie Saunders aveva già esposto uno squalo martello a Shoreditch nel 1989. Saunders sottolineò il fatto che, non solo a differenza di Hirst, lui aveva catturato lo squalo con le proprie mani, ma che il suo era anche molto più bello. Lo mise in vendita a un milione di sterline, con una pubblicità che diceva: “ Saldi di fine anno: squalo per un milione di sterline soltanto; risparmiate milioni di sterline sulla copia di Damien Hirst”.Ricevette una notevole copertura pubblicitaria ma neppure una proposta d’acquisto.

Ma chi pagò 12 milioni di dollari per uno squalo in decomposizione firmato Damien Hirst?

La domanda trova risposta nel nome di Steve Cohen, esempio del compratore proveniente dal mondo della finanza capace di determinare il mercato dell’arte contemporanea di fascia alta. Proprietario della SAS Capital Advisors è considerato un genio, capace di gestire capitali da 11 miliardi di dollari con guadagni da oltre 500 milioni di dollari all’anno. Espone i suoi trofei artistici in una dimora da oltre tremila metri quadri a Greenwich, in un pied-à-terre a Manhatten e in un bungalow di millesettecento metri quadri in Florida.

Cosa ci insegna il caso Damien Hirst sugli attuali movimenti artistici?

Hirst riesce a ottenere potere e prezzi così alti perché è bravo o perché è brandizzato? È famoso grazie al suo lavoro o è famoso per essere famoso? Non ci sono due critici che si troverebbero d’accordo sulle risposte a queste domande. Il suo brand produce pubblicità e le sue opere attirano persone che altrimenti non si sarebbero mai avvicinate al mondo dell’arte contemporanea.
Interi libri sono stati dedicati all’artista inglese, tra questi, è opportuno segnalare “Lo squalo da 12 milioni di dollari” (ed. Mondadori) di Donald Thompson, autorevole economista inglese con la passione per l’arte. Il libro analizza gli aspetti economici e psicologici dell’arte, dei mercati e delle aste; si occupa di denaro, della brama di possesso e dell’auto-celebrazione che vi è insita, tutti elementi importantissimi dell’arte contemporanea.

 

Andrea Umbrello

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi