Se il protagonista dei romanzi di Dan Brown, indagasse sul disastro della Concordia

Un disastro. Un’impresa titanica di recupero e infine lo smantellamento”. È ciò che rimane della sciagura,  del 13 gennaio 2012, quando la nave “Concordia”, capitanata da Francesco Schettino, urtò contro gli scogli, inabissandosi nel Tirreno, di fronte all’isola del Giglio e causando la morte di 32 persone.

  “Fleur-de-Lys” o giglio stilizzato, pare sia stato adottato dal re merovingio Clodoveo nel V secolo. Da quel momento in poi il giglio, è diventato il simbolo dei re cristiani di Francia. Con il diffondersi delle pseudo-teorie associate al Santo Graal ed alla discendenza di Cristo, il “Fleur-de-Lys” viene associato al “Sangue Reale”, iniziando una lotta fra intenti, in sintesi fra riformisti e antiriformisti, fra tradizione e modernità, fra religione e radicale laicismo.

Spesso, il giglio e il fiore di loto si sostituiscono l’uno all’altro.

Rappresentando, in tempi più antichi, la Grande Madre, Iside, Isis, Ishtar, Diana, la stessa dea che ha molti nomi.

Il simbolo “IS”, presente nel Tempio Malatestiano di Rimini e nel Dollaro statunitense.

Si favoleggia sia ispirato proprio alla dea Isis, la città di Parigi sarebbe poi dedicata a lei, (Par-is).

Il giglio è il segno di riconoscimento di Sant’Antonio da Padova, uno dei Santi più amati e venerati della cristianità.

Non crediamo sia un caso che la sede nazionale del Lectorium Rosicrucianum (Rosacroce), si trovi a pochi passi dall’Eremo Sant’Antonio di Montepaolo, a Dovadola di Forlì.

Il giglio è nello stemma della città di Firenze e in Toscana c’è pure l’isola del Giglio.

Se ci si muove nel linguaggio dei simboli, il naufragio della Costa Concordia avvenuto il giorno 13, all’Isola del Giglio, può apparire come un sinistro messaggio.

Il 13 ha significato ambivalente o fortuna o disgrazia, comunque è legato all’idea materiale, più che allo spirituale.

È numero legato strettamente a Ravenna.

Città che ha annoverato, fra i suoi cittadini, il Grande Maestro della massoneria Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. (GOI)

Le due maggiori obbedienze italiane, il GOI e la Gran loggia regolare d’Italia degli A.L.A.M., hanno sede a Roma.

Le due società, un tempo unite, si divisero in due tronconi nel 1907, per opposte vedute.

Nel 1877 c’era stato lo scisma tra massoneria francese ed inglese per un motivo analogo.

Orientamenti diversi, che risalgono a molto tempo fa, simili a quelli fra leggittimisti e orleanisti o dei giacobiti.

Il GOI, di carattere radicale ed anticlericale.

Mentre i fuoriusciti di Piazza del Gesù avevano un approccio più conciliante con la Chiesa cattolica e, in generale, più conservatore.

Nel 1861, vide la luce a Firenze la loggia Concordia.

È possibile, dopo le varie peripezie e lo “scisma” ad inizio Novecento, che questa loggia odiernamente protenda verso un atteggiamento conservatore.

Puntualizziamo che queste “società”, con visioni opposte, sono improntate ad alti valori e comunque mosse al bene della società.

Passiamo ora a leggere col linguaggio simbolico, alla Dan Brown, il disastro della nave Concordia.

L’inchino all’isola del Giglio, di una nave ammiraglia della “Costa”, come saluto alla popolazione, fu effettuato per la prima volta dal comandante Palombo nel 1993.

Palombo etimologicamente ha significato di colomba, simbolo di pace.

Nel 1993, si ha una scissione, dal GOI, a seguito delle vicende della “Loggia P2”, si forma: la Gran loggia regolare d’Italia (GLRI).

Per regolamento generale, la Gran loggia unita d’Inghilterra non può riconoscere due obbedienze massoniche nel territorio italiano.

Prima della nascita del GLRI, tale riconoscimento era stato concesso al GOI.  

Nel 1993 gli venne negato e concesso, invece, alla Gran loggia regolare d’Italia.

L’origine dell’inchino nasconde l’omaggio ai reali inglesi, alla massoneria di rito scozzese, che ha come simbolo, per via del “Sangue Reale”, il giglio francese?

Un ringraziamento, da parte del GLRI?

 

Come interpretare il disastro dell’Isola del Giglio?

L’affondamento della “Concordia”, simbolo di una nuova lotta tra fratelli massonici, con vedute diverse su come indirizzare la società?

Schettino, è un cognome che può essere inteso col termine di pattino a rotelle.

Fu ribadito, dai media, alla nausea, poteva significare… attenzione si scivola, terreno pericoloso? 

Nonostante la tragedia, altri simboli indicano una ripresa del dialogo, una ricerca d’intesa.

In questa ottica va inquadrato il salvataggio della nave Concordia, da parte di un’azienda di Ravenna (GOI) e il risarcimento milionario, effettuato a tempo di record, versato da Costa Crociere alla famiglia di Williams e Dayana Arlotti, le vittime riminesi nel naufragio della Concordia.

I nomi Williams e Dayana ricordano la principessa Diana e suo figlio William.

Dayana, la piccola di cinque anni i cui genitori avevano scelto questo nome proprio pensando alla Principessa Diana Spencer, la bimba aveva indosso un vestitino da principessa per quella prima serata di crociera sulla Concordia.

Il 19 dicembre del 2015  la Gran loggia regolare d’Italia “ha approvato la raccomandazione per instaurare un rapporto di amicizia con il Grande oriente d’Italia”, ma nessuna delle due logge italiane, ha confermato il riavvicinamento né tantomeno la possibile futura unione.

Volontà auspicata solo dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra.               Paola Tassinari

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