In Danimarca realizzata la prima casa con scarti agricoli

L’obiettivo è rendere la Danimarca un paese ecologico e biologico

Una grande novità ci giunge dal nord Europa, dove è stata costruita la prima abitazione fatta con scarti agricoli e che può essere smontata e spostataUna soluzione a cui nel paese scandinavo stavano lavorando da diverso tempo e che grazie all’azienda edile Een Til Een è stata finalmente possibile attuare nella cittadina di Middelfart, un piccolo centro abitato situato nell’isola di Fionia, nella regione di Syddanmark (Danimarca).

Nello specifico, questa struttura è stata conseguita grazie ai rifiuti agricoli trasformati in materiali da costruzione, come ad esempio paglia, alghe, erba, gambi di pomodoro e trucioli di legno. Per quanto concerne il rivestimento, è stata scelta la tecnologia Kebony, ovvero un legno rivestito di una sostanza estratta dai rifiuti agricoli (alcol furfurilico).

Di primo impatto sembra una soluzione per niente salutare e risolutiva, ma in realtà garantisce stabilità al legname una volta riscaldatoL’immobile inoltre, non è stato posto su una normale base in cemento, bensì è stato posizionato sopra fondazioni a vite. Questo dettaglio, apparentemente inutile, permette di non causare danni al terreno.

La classe politica ha subito appoggiato l’iniziativa (soprattutto da un punto di vista economico con il fondo per la costruzione ecologica del ministero danese dell’Ambiente), visto che le case sostenibili sono solo un tassello di un disegno ben più grande. Il piano è rendere la nazione il più ecologica possibile e su tutti i fronti, così come dichiarato dagli esponenti del governo, che hanno puntualizzato anche l’importanza dei cibi biologici.

Dunque un’ennesima dimostrazione di come la Danimarca si stia avviando in maniera piuttosto convinta verso soluzione ecosostenibili e biologiche e di come le risorse naturali possano essere davvero il futuro del nostro pianeta.

Purtroppo per noi, in Italia queste innovazioni sono ancora precluse e considerando l’enorme mole di risorse naturali dello stivale è davvero un gran peccato.

Antonio Pilato

 




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