“David Troll”: fake news e razzismo

"David Troll", come si alimenta l'odio

Fonte: publicdomainpictures.net
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Ogni mattina un troll si sveglia e sa che dovrà condividere una fake news per avere più like e più share.

Ogni mattina una ONG si sveglia e sa che dovrà combattere una fake news per continuare a salvare vite.

Con questo slogan è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2017David Troll“, innovativo cortometraggio prodotto da 8production e diretto da Antonio Costa.

Il corto, della durata di venti minuti, si incentra sull’ormai arcinoto problema delle bufale che invadono il web, agendo come strumenti di disinformazione ed odio, barattando del becero sensazionalismo con una manciata di like e condivisioni.

Quando, poi, il fenomeno delle bufale incontra quello del razzismo, ecco che il tutto esplode in un tripudio di violenza ed odio inauditi.




Il protagonista di questo cortometraggio, Davide Penna- “in arte”, appunto, David Troll-, interpretato da Paolo Briguglia, è un vero e proprio leone da tastiera.

Chiuso fra le quattro mura dell’appartamento che condivide con il padre (cui presta il volto Remo Girone), David passa le proprie giornate seduto dietro lo schermo del pc, sputando giudizi privi di fondamento su un mondo di cui non conosce nulla, dedito alla spasmodica ricerca dell’apprezzamento degli avventori della rete, ai quali si presenta sempre col capo coperto da un cappuccio nero.

Oltre al padre, l’unica persona con cui abbia realmente contatti è il suo stravagante social media manager (interpretato da Lorenzo Lavia). Per il resto, la vita di David si svolge tra la sua stanza ed il cortile condominiale.




Perennemente a caccia di notizie sensazionali e teorie complottiste per mandare in visibilio i propri follower, Troll decide di puntare la sua attenzione su Amref Health Africa, la più grande ONG operante nel continente africano.

Ciò sulla base della considerazione per cui il razzismo è un tema “caldo” della rete, che può dunque fornirgli like e visibilità.

Oggi è un bel lunedì, il giorno che tutti odiano, perché si torna a lavorare e bisogna essere produttivi con la “P” maiuscola. Tutti lo odiano, ma poi tutti si danno da fare. Tutti tutti? No. Gli Africani no, gli Africani proprio non vogliono darsi da fare”.

“David Troll” ha il pregio di denunciare con ironia e leggerezza fenomeni sempre più preoccupanti ed estesi: da una parte, quello della disinformazione– che, attraverso l’enorme possibilità di diffusione generata dai media moderni, consente il dilagare di preoccupantissime scie di ignoranza; dall’altra, il razzismo, che purtroppo colpisce tragicamente anche offline (si parla di circa 2.100.000 manifestazioni annuali di contenuti a sfondo razzista sul web, cui fanno da contraltare, nei primi cinque mesi del 2017, ben 1483 casi di violenze verbali o fisiche nel mondo reale).




La presentazione in anteprima di “David Troll” alla dodicesima Festa del Cinema di Roma, ad opera della stessa Amref, ha una forte valenza simbolica: Amref, infatti, quest’anno compie 60 anni ed è inoltre partner per il sociale del Festival, con la campagna “Africa, per noi non SEI ZERO”, che racchiude, oltre al corto, anche una mostra fotografica coi volti dei testimonial della ONG e la riproposizione di “I medici volanti dell’Africa orientale” di Werner Herzog (dedicato, appunto, ad Amref).

Qui il trailer ufficiale di “David Troll”:

 

Lidia Fontanella

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