Dawn Wiener, icona cinematografica del disagio sociale

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Avere dodici anni non è facile. Sei a metà tra l’infanzia e l’adolescenza, e lotti contro il tuo corpo in cambiamento. La vita di Dawn Wiener sembra essere particolarmente ingiusta, e viene raccontata nel film indipendente “Fuga dalla scuola media”.

Dawn Wiener
Dawn Wiener davanti al suo armadietto

Dawn è una dodicenne appartenente alla classe borghese americana, e frequenta una scuola media del New Jersey. E’ goffa, bruttina e si veste male. A scuola non ha amici, e come se non bastasse è vittima di bullismo. I suoi compagni sembrano avere un crudele sesto senso: intuendo il suo profondo disagio, peggiorano la sua situazione chiamandola “Wiener – rospo” e imbrattandole l’armadietto con disegni osceni e parole offensive.

A casa la vita di Dawn non è affatto migliore. Suo padre la ignora, e sua madre la tratta in maniera sbrigativa, senza curarsi delle sue esigenze. Suo fratello Mark frequenta le superiori, è il “cervello” della classe e riserva alla sorella un trattamento freddamente sprezzante. Tuttavia, egli è l’unico con il quale Dawn ha un minimo di dialogo. E poi c’è Missy, la sorella più piccola. Graziosa e amata da tutti, è l’oggetto delle invidie di Dawn, la quale sa perfettamente che la sorellina avrà una vita di gran lunga più facile della sua. Ed è proprio su Missy che la frustrata dodicenne si sfoga, riservandole (sebbene in maniera più “pacata”) le angherie subite a scuola dai suoi compagni.

Dawn ha una cotta per Steve Rodgers, un compagno di classe di Mark, ragazzo di bell’aspetto, incurante delle regole e delle convenzioni sociali. Il fratello, tuttavia, le fa capire che Steve non la guarderà mai, e non per la differenza d’età, ma perché lei è brutta. La ragazzina ha solo un amico, un bambino di dieci anni di nome Ralphy, preso di mira da tutti perché particolarmente fragile e timido. A scuola c’è un bullo di nome Brandon, che sembra essere il più spietato di tutti. In realtà, il ragazzino ha una situazione difficile a casa: il padre è un alcolizzato, e suo fratello è affetto da sindrome di Down. I due iniziano un’innocente storiella, che si interrompe quando Brandon viene espulso dalla scuola, accusato di spacciare droga. Il ragazzino fugge a New York, per evitare che il padre lo mandi alla scuola militare.

Sempre più emarginata e derisa, dopo aver allontanato Ralphy, Dawn sprofonda nella depressione. In cerca di conforto, chiede a Mark se le cose sono migliori in seconda media. Il ragazzo le risponde che la situazione non è rosea nemmeno alle scuole superiori, dove l’aggressività dei compagni è più sottile. Niente “happy ending”, dunque. Il regista Todd Solondz ha dipinto con efficacia un ritratto realistico della classe media americana in tutta la sua crudezza. Nonostante la sua giovane età, Heather Matarazzo è una Dawn Wiener perfetta, ed è riuscita a dare un volto al disagio dei ragazzini emarginati. La pellicola è un autentico gioiello, che espone le problematiche dei preadolescenti con un tono tragicomico.

Veronica Suaria

 

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