Decreto Clima 2019: il prezzo del cambiamento green a cui mira l’Italia

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Il Decreto clima è una bozza programmatica che il Governo “Conte II” sta discutendo proprio in questi giorni. Le norme oggetto della proposta contengono una serie di misure volte ad incrementare l’impegno profuso dai cittadini e dagli enti nella causa ambientalista. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, avrebbe voluto vedere approvato il decreto il prima possibile. Tuttavia alcune previsioni contenute nella bozza hanno destato preoccupazioni tra i ministri.

Il Decreto Clima andrebbe a premiare tutti coloro i quali si dimostrano sensibili all’importante obiettivo della lotta contro cambiamento climatico. A dare slancio alla battaglia ecologista che siamo tutti chiamati a combattere, entrerebbero in gioco incentivi fiscali, detrazioni e bonus. Alle scelte green di cittadini, imprese ed enti conseguirebbero quindi dei vantaggi economici.

Incentivi, bonus e detrazioni per rendere le scelte green più convenienti per tutti

Entrando più nello specifico è stato ideato un bonus per la rottamazione di autovetture omologate fino alla classe Euro 4. Il credito fiscale ammonterebbe a 2000 euro. Dovrebbe essere utilizzato entro due anni successivi alla rottamazione. E il suo impiego potrà essere finalizzato solo all’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico o all’acquisto di servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni. Tale agevolazione riguarderebbe soltanto coloro che risiedono nelle città metropolitane coinvolte dalle procedure di infrazione UE.

Altra misura prevista dal Decreto Clima è un contributo pari al 20% – per gli anni 2020, 2021 e 2022 – da destinare agli esercenti che realizzino punti vendita di prodotti sfusi e alla spina. Privi quindi di packaging. Idea interessante che potrebbe condurre ad una notevole riduzione dell’impiego della plastica nel nostro paese.

La scommessa del Decreto Clima sulle aree verdi

Un bonus – nel limite massimo di 5.000 euro – è stato  poi pensato in favore di chi affronta spese per lavori di sistemazione delle aree verdi. Si tratta di una detrazione ai fini Irpef del 36% per tutti gli interventi volti alla cura e alla manutenzione di giardini e terrazze. Nonché per la predisposizione di impianti di irrigazione e per la realizzazione di pozzi. Di contro, la riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente sarebbe incentivata dal decreto, questa volta con un taglio graduale alle agevolazioni fiscali ad essi connesse.

Per finire in bellezza, in caso di approvazione del decreto verrebbero stanziati 15 milioni di euro da destinare ad un progetto sperimentale volto all’incremento della forestazione. Iniziativa in linea con i più recenti studi sulla lotta contro i cambiamenti climatici, secondo cui piantare alberi potrebbe essere la via per salvare il nostro pianeta.




Le criticità del Decreto: tutto molto bello, ma…

Se i punti della bozza visti fin qui avranno fatto sorgere più di un sorriso compiaciuto in chi di noi ha un animo ecologista, bisogna ora soffermarsi sulle criticità di questo Decreto Clima. A ben vedere sia Pd che M5s si trovano in linea con gli obiettivi del decreto. La promozione di manovre per la tutela dell’ambiente è infatti uno dei punti fermi del programma di governo. Tuttavia, purtroppo, l’annosa questione del conto – in primis- è sempre in agguato. E sembra che in questo caso si stata fatalmente sottovalutata. In altre parole, i soldi sono pochi e il governo è già alle prese con le manovre finanziare necessarie per bloccare l’aumento dell’Iva.

Lega e Forza Italia hanno criticato aspramente il decreto definendolo una “prima mazzata fiscale” per gli italiani. Mentre i sindacati accusano il Governo di non aver avviato alcun dialogo nella fase di elaborazione di un decreto che tocca numerosi aspetti importanti. Secondo Paolo Uggè – Presidente di Confcommercio e Conftrasporto – quanto previsto dal decreto penalizzerebbe enormemente la categoria degli autotrasportatori e colpirebbe anche i mezzi pesanti meno inquinanti. Insomma, a destare preoccupazione non sono solo gli aspetti più pratici legati all’attuazione del decreto, quali i finanziamenti. Anche la ragionevolezza di alcune previsioni è stata messa in dubbio.

La discussione e l’eventuale riassetto della bozza sono dunque stati rimandati alla prossima settimana. Quel che è certo è che, così come è stato concepito, il Decreto Clima non può andare avanti.

            Livia Larussa

 

 

 

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