Decreto Dignità: in serata le dichiarazioni di voto

Si tenterà tra poche ore di chiudere il provvedimento in prima lettura

Dopo l’altolà di ieri sulla reintroduzione dell’articolo 18, oggi alle 21.00 sono previste a Montecitorio le dichiarazioni di voto. Il testo passerà poi al Senato per la seconda lettura.

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Non accennano a diminuire gli echi delle polemiche scatenatesi ieri pomeriggio dopo il voto in aula sulla reintroduzione dell’Articolo 18. Oggi il Governo spera di concludere il primo passaggio dell’iter parlamentare che porterà all’approvazione del Decreto Dignità entro il 10 agosto.

ROMA. Sono stati 317 i contrari e 191 gli astenuti contro l’emendamento di LeU che chiedeva il ripristino dell’Articolo 18. Una votazione che pare aver messo la pietra tombale sulla vecchia intenzione (nonché promessa elettorale) dei pentastellati di reintrodurre un articolo “contro il ripristino di un diritto nel lavoro“. Poco prima del voto, il leader di LeU Roberto Speranza, rivolgendosi alla maggioranza grillina aveva chiamato all’unità di intenti: l’ex PD aveva invitato i colleghi parlamentari a votare insieme, dando seguito a quanto promesso dagli stessi in campagna elettorale. Poco dopo il voto, lo stesso Speranza scrive amareggiato su Twitter: “Da Waterloo del Jobs Act a Waterloo dei 5 Stelle che si rimangiano la promessa di ripristinare l’articolo 18“.

Il leader di Leu non è l’unico a criticare il mancato voto dei 5 Stelle. Sono infatti durissime le critiche piovute anche da Forza Italia, che ribatte con la forzista Renata Polverini: “Chiedo all’Aula di lasciare esprimere con voto contrario solo il M5S, perché si abbia una plastica rappresentazione di quando si fa propaganda e quando poi ci si deve assumere la responsabilità in questa Aula“.

Non tarda nemmeno la reazione del PD, che d’altro canto rinfaccia ai grillini di aver lasciato in piedi una sostanziale parte del Jobs Act, così odiato e criticato dall’attuale maggioranza. Debora Serracchiani attacca:

Il PD prende atto che M5S e Lega lasciano intatto il Jobs Act voluto e attuato dai governi Renzi e Gentiloni. E lo fanno dopo che per tutta la campagna elettorale hanno detto che lo avrebbero abolito e reintrodotto l’articolo 18

La contraddizione del M5S

Durante la campagna elettorale avevano più volte espresso la volontà di ripristinare l’Articolo 18, perché i pentastellati fanno retromarcia?

In realtà, come spesse volte sui temi “di bandiera”, il M5S non aveva espresso un’opinione diretta e unidirezionale sul tema. Se inizialmente Di Maio aveva paventato come “certa” la reintroduzione del discusso articolo per “muoversi in sintonia con la CGIL e gli altri sindacati“, a fine campagna elettorale si dimostrava molto più cauto, dichiarando alla trasmissione DiMartedìValuteremo se ritornare alla disciplina precedente per le imprese sopra i 15 dipendenti“. 

Per ogni volta che Di Maio mostra prudenza, a sbilanciarsi è Di Battista: “Nel programma del M5S c’è il ripristino dell’articolo 18 com’era prima” affermava questi pochi giorni prima del voto.

Sulle motivazioni di questo “dietrofront” il M5S non si sbilancia molto e se Davide Tripiedi (M5S), relatore del provvedimento e vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera, ribatte di “non accettare questa strumentalizzazione e queste critiche“, il vicepremier Di Maio affida a Facebook la difesa del Decreto Dignità così com’è:

Di Maio sul Decreto Dignità
Di Maio sul Decreto Dignità

Oggi il voto definitivo

È previsto per oggi, dopo le dichiarazioni di voto alle 21.00, il voto finale alla Camera per l’approvazione del Decreto Dignità. L’approdo del testo al Senato è previsto per il 6 agosto, e il governo ne auspica l’approvazione entro il 10 agosto. Se la maggioranza intendeva inizialmente non ricorrere al voto di Fiducia, dopo l’elevato numero di emendamenti presentati dall’opposizione (circa 400), adesso sta riconsiderando l’idea col fine di velocizzare l’iter il più possibile.

Il Decreto Dignità è mutato molto rispetto all’impianto iniziale, e si avvierà dopo stasera (salvo lunghissime dichiarazioni dei capigruppo) alla seconda fase di esame, sicuramente non senza ulteriori dibattiti.

Anna Rosa Carullo

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