Decreto Dignità, TAP, Brennero, Vaccini e 49 mln: Nessuno sapeva niente, ma si sapeva!

Dal Decreto Dignità ai 49 milioni di euro messi intasca dalla Lega

L’elenco delle cose che nessuno sapeva è incredibilmente lungo

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Non sapevano che nel Decreto Dignità avevano inserito la previsione di una perdita di 8.000 posti di lavoro ogni anno.

(Di Maio: Colpa di una manina al Ministero”).

Non sapevano che bloccare il gasdotto TAP sarebbe stato impossibile per via del costo delle penali: 20 miliardi di euro.

(Di Battista prima delle elezioni: “Se ci votate blocchiamo il TAP in 15 giorni”. Ministro Lezzi dopo le elezioni:

“Non possiamo bloccare il TAP, costerebbe 20 miliardi. Abbiamo le mani legate“).

Non sapevano che attraverso il tunnel del Brennero non passa nessuna auto e nessun camion perché il tunnel del Brennero non esiste.
(copyright ministro Toninelli).

Non sapevano che i vaccini non sono uno strumento per uccidere o lucrare (una casa farmaceutica guadagna meno se le malattie vengono debellate).

(Paola Taverna, dopo tante battaglie contro l’obbligo vaccinale: “Mi sono informata e ho fatto vaccinare i miei figli”).

Non sapevano di aver annunciato in una comunicazione ufficiale diramata dalla Presidenza del Consiglio l’abolizione immediata del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina.

(Il ministro dell’Istruzione Bussetti: “Voglio essere sincero, a me non risulta questa cosa“).

Non sapevano che nel decreto per il ponte di Genova è stato inserito un condono edilizio tombale sulle case abusive a Ischia, già rase al suolo dal sisma del 2017, con tanto di ‘contributo fino al 100 per cento’ per sistemare le case crollate ‘non totalmente abusive’. Là dove già prima non dovevano stare.

(Ministro Lezzi: “Ah, non lo sapevo”).

Non sapevano che nel decreto fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri è stato inserito uno scudo fiscale per i capitali esportati all’estero.

(Di Maio: “La versione arrivata al Quirinale è stata modificata a nostra insaputa”. Il Quirinale: “Ma guarda che a noi non è arrivato un cazzo”).

Non sapevano e non sanno dove sono finiti i 49 milioni della Lega.

(Daniela Cantamessa, ex segretaria di Umberto Bossi: “A Salvini segnalai tutto, lui era vice segretario federale, e con lui avevo un rapporto cameratesco. Era uno di noi. Gli dissi di fare qualcosa perché stavano sparendo tutti i soldi. Ma non si sbilanciò molto quando glielo dissi”).

Però dai. Si sapeva.

 

Emilio Mola

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