Decreto sicurezza bis: Mattarella lo firma ma con alcune precisazioni

Il presidente della Repubblica ha avuto delle perplessità su alcuni punti del decreto

0

Il discusso decreto sicurezza bis è stato promulgato dal presidente della Repubblica. Ma Mattarella ha espresso alcuni dubbi in merito.

Il decreto sicurezza bis aveva da subito colpito il mondo politico per alcuni suoi punti. Come ricorderete , alcuni sindaci del PD hanno dato luogo a delle proteste proprio per contrastare questa proposta molto voluta da Matteo Salvini. Nonostante ciò, nulla è cambiato ed il decreto ha raggiunto il presidente della Repubblica. Sergio Mattarella ha deciso di firmare questo provvedimento, aggiungendo però alcune perplessità in merito.

La prima criticità

Mattarella ha parlato di due criticità da chiarire. Il tutto è emerso da una lettera che il presidente della Repubblica ha inviato ai presidenti delle Camere e al premier Conte. Il primo punto riguarda quello più controverso, ovvero quello relativo alle multe per chi salva i migranti in mare. Non solo Mattarella ha dichiarato che l’obbligo dei naviganti di salvare i naufraghi rimane centrale, citando anche la convenzione di Montego Bay, ma ha aggiunto che l’ammontare dell’ammenda, fissata ad 1 milione di euro, non solo è diversa dal testo iniziale del Viminale,  ma è paragonabile ad una sanzione penale.

Si tratta di una sanzione esagerata, fa notare il presidente della Repubblica. Mattarella ha poi aggiunto che tale legge non introduce nessun criterio sulla distinzione della tipologia delle navi.



La seconda perplessità

Anche il secondo punto riguarda un altro passaggio molto criticato e discusso, ovvero la parte dedicata alle manifestazioni e l’ordine pubblico. In sintesi, nel decreto non viene specificata una gradazione dell’ammenda. Mattarella sottolinea infatti che tale provvedimento non riguarda solo chi fa parte delle forze dell’ordine, ma anche un ampio numero di funzionari pubblici, statali, regionali, provinciali, comunali nonché soggetti privati che svolgono pubbliche funzioni.

Si tratta di una lista lunga che include, ad esempio, anche i controllori dei mezzi pubblici comunali. Il presidente della Repubblica fa quindi capire che, paradossalmente, se un cittadino adirato utilizza un comportamento scorbutico ed un lessico sgarbato contro un postino, potrebbe rischiare di essere incriminato per oltraggio a pubblico ufficiale che prevede una pena minima di sei mesi. “Questa scelta legislativa impedisce al giudice di valutare la concreta offensività delle condotte poste in essere” ha dichiarato Mattarella sulla questione.

Manca però una figura

Ma non è tutto, perché il presidente della Repubblica fa notare un altro piccolo neo di questo decreto. Stranamente, non sono stati inclusi i magistrati nei soggetti destinatari dell’oltraggio. La lettera di Mattarella si conclude con un invito da parte del Parlamento e del Governo di trovare i tempi ed i modi giusti per un intervento normativo sulla disciplina in questione.

Francesco Giordano

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi