Deliveroo, la protesta dei lavoratori: “Non siamo schiavi”

A Milano, i biker di Deliveroo hanno deciso di protestare per il sistema di pagamento a cottimo che vuole introdurre il colosso della consegna a domicilio.

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Conoscete Deliveroo? Probabilmente sì, al contrario sappiate che è un’importante azienda nel settore della consegna a domicilio di cibo. Ebbene, il servizio offerto da questa società è una rapida consegna di qualsiasi cibo ordinato in moltissimi ristoranti.

I biker di Deliveroo sono il punto chiave della società. Nel momento in cui si richiede un ordine online, tutti i biker limitrofi al cliente ricevono l’ordinazione sullo smartphone ed in base alle loro disponibilità si aggiudicano la consegna.

Sarà responsabilità di quest’ultimi utilizzare la propria bici o il proprio scooter e andare a ritirare il cibo dal ristorante, per poi consegnarlo al cliente entro 32 minuti.




Un lavoro che consente un’interessante flessibilità degli orari, però espone ad alcuni rischi i biker, che per rispettare gli orari di consegna devono farsi largo nel traffico cittadino.

Per quanto riguarda la riproduzione di questo lavoro? In termini di guadagni, i biker di Deliveroo, fino ad ora, hanno potuto contare su una retribuzione a ore di circa 5,60 euro all’ora.

Il colosso della consegna a domicilio ha però manifestato, negli ultimi tempi, l’intenzione di cambiare modalità di retribuzione ai propri dipendenti, ovvero a cottimo.

Il pagamento a cottimo, ovvero personalizzato in base ai propri risultati non sembra essere stato accettato dai biker, i quali hanno deciso di protestare l’1 dicembre sotto la sede milanese di Deliveroo, in via Ettore Ponti.

Lo slogan dei driver di Deliveroo in protesta

I driver di Deliveroo che sono scesi in protesta hanno portato degli striscioni con su scritto slogan molto chiari: “Non siamo schiavi, no al cottimo”. L’azienda vorrebbe eliminare il salario minimo di 5,60 euro all’ora, probabilmente per una questione di bilancio aziendale o per una questione di giusta remunerazione per i driver più efficaci o ancora per non perdere denaro in remunerazioni verso i dipendenti che si impegnano di meno.




Sta di fatto che questa manovra per moltissimi driver non rispetta i giusti diritti di cui hanno bisogno per lavorare. Per i dipendenti di Deliveroo si tratta della seconda protesta reale ai danni della società, prima di questa vi è stata una protesta generale nel luglio scorso per combattere la loro precarietà. Infatti, il problema dei diritti dei lavoratori sussiste ampiamente in questo mestiere, poiché non esistono coperture assicurative, ferie o malattia. Per il colosso Deliveroo è arrivato il momento di rispettare in modo migliore i propri driver.

                                                                                                                                                    Jacopo Pellini

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