Democrazia al tempo di Internet: ecco i rischi

Disinformazione e fake news a portata di click.

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Che piega sta prendendo la democrazia al tempo di Internet, con l’utilizzo del web e dei social media?

Grazie al web è più facile abbattere i confini spazio-temporali ed ogni cittadino può diventare parte attiva del processo comunicativo. La democrazia al tempo di Internet sta percorrendo nuove direzioni che sembrano tuttavia ricalcare le orme di un passato molto lontano.

La tendenza attuale è quella che favorisce la creazione di una sorta di agorà telematica in cui ogni opinione acquista valore, anche quella meno opportuna. Questa enorme opportunità di esprimersi e raggiungere un’utenza ampissima, può facilmente degenerare. Infatti non si tratta soltanto di riunirsi e discutere ma anche di deliberare, come nella vecchia Agorà ateniese.

Va ricordato che l’origine della democrazia è legata alla civiltà greca del V secolo, quando questo termine indicava in modo letterale il “governo del popolo”. Ad oggi sono riscontrabili grandi differenze impresse dai cambiamenti politico-sociali. Non più la democrazia diretta, bensì quella rappresentativa in cui il popolo è chiamato ad eleggere i propri rappresentati.

Malcontento e sfiducia dei giovani

Nell’epoca del virtuale si creano nuove opportunità ma anche grandi tensioni. La profonda sfiducia dei giovani (e non solo) nei rappresentati politici sta raggiungendo tassi molto elevati in Europa, stando al progetto della European Broadcasting Union (Ebu). Questo diffuso malcontento sfocia in rete attraverso le modalità più disparate e sembra inarrestabile.

Anche la democrazia ha i suoi limiti, bisogna ammetterlo. Si tratta di comprendere in che misura l’utilizzo del web e dei social contribuisce a renderli più evidenti. Ricordiamo che “partecipazione” è una parola chiave della democrazia, ma in che modo la collettività esprime la sua partecipazione in quel caotico universo chiamato Internet?

Ci sono dei confini che non andrebbero oltrepassati. Il rischio che si corre è quello di diffondere disinformazione e fake news fino al punto di condizionare le libere scelte del singolo cittadino.

Ricordate, la democrazia non dura a lungo. Ben presto si esaurisce, diventa un rifiuto e uccide se stessa. Non esiste democrazia che non commette suicidio.

È estremamente provocatorio questo ritorno allo spirito espresso da John Adams, presidente degli Stati Uniti dal 1797 al 1801. Tuttavia può adattarsi alla situazione delicata che ci troviamo a vivere. Perché non fare delle sue parole un monito che valga anche per la democrazia al tempo di Internet?

Martina Monti

 

 

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