La polizia gli chiede il permesso di soggiorno ma lui è già cittadino italiano, è successo a Napoli

Lui si chiama Derro Jackson, è di origini ivoriane e da 25 anni insegna pattinaggio a Napoli

La polizia locale gli ha chiesto i documenti, durante un controllo alle attività all’interno della Villa Comunale.

Da sinistra: Ciro Borriello, Derro Jackson, Elpidio Capasso
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Gli chiedono il permesso di soggiorno, ma lui è già cittadino italiano da molti anni. È successo sabato 29 gennaio a Napoli, durante dei controlli nella Villa Comunale.

Lui si chiama Derro Jackson ed è di origini ivoriane. È in Italia dal 1993 e, dal ’94, insegna pattinaggio all’interno della Villa Comunale di Napoli. In circa 25 anni di attività, Jackson ha preparato centinaia di bambini, molti sono diventati dei campioni. Ma, lo scorso fine settimana, la polizia municipale ha deciso di mettere i sigilli alla sua attività. Le motivazioni? Sono poco chiare, sul verbale si parla di musica troppo alta e mancanza di autorizzazioni, senza specificare quali. Durante il controllo gli è stato chiesto con insistenza il permesso di soggiorno, ma lui è cittadino italiano da diversi anni. Oggi, a Palazzo San Giacomo si è tenuto l’incontro chiarificatore con l’assessore Ciro Borriello.

Il Fatto

“Sabato mattina, stavo preparando la pista per l’apertura – ci ha spiegato Jackson – Erano circa le 10.30 quando sono arrivati 4 agenti della polizia municipale in borghese. Mi hanno detto che era un controllo e io gli ho mostrato le autorizzazioni che avevo. Hanno iniziato dalla musica: era troppo alta e secondo loro non avevo permessi giusti. A quanto pare non bastavano le autorizzazioni della Siae e avrei dovuto richiederne altre”.

A questo punto uno dei poliziotti chiede a Jackson i documenti, tra cui il permesso di soggiorno e iniziano a discutere. Il maestro di pattinaggio è già cittadino italiano.

“Ho provato a spiegare – racconta l’insegnante – ma quando ho chiesto alla poliziotta: ‘scusi ma lei è cittadina italiana? E mica ha il permesso di soggiorno?’ lei mi ha risposto con un: ‘che c’entra’. Questo che vuol dire? Che ci sono cittadini che vengono considerati con criteri differenti rispetto agli altri”. Così, il primo controllo lo lascia con un verbale da 1000 euro.

“Mi hanno detto che la musica era troppo alta ma non avevano macchinari per verificare se il volume superava il limite”.

Il sequestro

Nel pomeriggio, arriva una seconda pattuglia che gli contesta, questa volta, l’espositore dei pattini a noleggio. Le autorizzazioni per la concessione del suolo pubblico non erano sufficienti, così gli hanno fatto chiudere tutto.

“Non mi è mai successa una cosa del genere – commenta Jackson – mi hanno fatto passare per un abusivo quando non è così. Ho sempre avuto tutto in regola, ho chiesto e ottenuto i permessi per l’espositore nel 2011 validi ‘fino a revoca’. Il paradosso è proprio che io avrei voluto l’autorizzazione per mettere l’espositore all’esterno della Villa. È stata la vecchia amministrazione a darmi il permesso solo per l’interno”.

Non avendo alcun riferimento sui verbali, Jackson si è rivolto agli uffici di competenza per la gestione della Villa. “Mi hanno detto che per loro era tutto a posto” dice l’insegnante. Intanto, la storia è arrivata su alcuni giornali nazionali e non. Derro Jackson è un atleta riconosciuto a livello internazionale, a 16 anni era già uno dei primi pattinatori del suo Paese.  Così, la notizia è arrivata anche all’assessore Ciro Borriello, che ieri ha incontrato lo sportivo ivoriano.

L’incontro con l’assessore

È stato un confronto produttivo quello che si è tenuto il 31 gennaio a Palazzo San Giacomo con l’assessore al verde urbano e allo sport.

“Innanzitutto ci dispiace per il disguido sulla cittadinanza di Jackson – ha dichiarato l’assessore – perché è cittadino italiano residente nella provincia di Napoli, quindi è a tutti gli effetti italiano e napoletano. Per quanto riguarda invece la sua attività, voglio chiarire che noi condividiamo quanto lui esercita all’interno della villa comunale sia sotto l’aspetto sportivo che sociale. Però la villa è un bene vincolato da diversi enti (tra cui anche la Soprintendenza) e ci sono una serie di norme che vanno rispettate. Quindi bisogna ripensare alla stessa attività, ma con delle regole nuove. Oggi c’è un lavoro intenso della Procura della Repubblica, perché c’è una situazione difficile all’interno della Villa Comunale. Ci sono attività non proprio regolari, per cui tutto deve essere regolarizzato, tutto deve andare nei binari della normativa vigente. Noi siamo pronti a dare pieno sostegno a Jackson e anche pieno sostegno per indirizzarlo nel percorso burocratico che dovrà affrontare”.

Nel frattempo, il problema rimane ma l’insegnante di pattinaggio è intenzionato ad andare fino in fondo. “Quello che faccio nella Villa per me non è una fonte di profitto – dice – io lo faccio per amore e per passione. Però se la burocrazia me lo renderà impossibile, dovrò rinunciare”.

Sicuramente chi più di tutti ne sta pagando le spese in questo momento sono i bambini, che domenica mattina piangevano davanti ai sigilli per riavere il loro maestro.

Marilena Passaretti

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