Chiavi in mano ai detenuti, in Francia nasce Respecto

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A Villepinte, nel distretto Seine Saint Denis, situato a nord-est di Parigi, si trova il carcere che fino a pochi mesi fa era conosciuto come il carcere ospitante i peggiori detenuti di Francia.
In questo carcere è stato incarcerato persino Amedy Coulibaly, terrorista che il giorno seguente alla strage di Charlie Hebdo, uccise una poliziotta e tenne in ostaggio 19 persone in un supermercato ebraico a Parigi. Questo carcere ospita 1082 detenuti, la cui età media è inferiore ai trent’anni.

Da un mese circa, il carcere di Villepinte ospita “Respecto”, un progetto molto innovativo, quanto particolare nel suo genere. Questo progetto è stato voluto da Léa Poplin, responsabile della struttura carceraria. Il 26 settembre scorso, 90 celle del carcere sono state aperte, dunque le chiavi dello stesso sono state consegnate a 184 carcerati.

carcere

Respecto è una sorta di “patto”, il quale offre alcuni vantaggi ai detenuti, come ad esempio le celle aperte negli orari diurni, libero acceso a campi sportivi e alle docce. Ma esso implica anche degli obblighi da parte dei detenuti: essi infatti dovranno mantenere un buon comportamento, svegliarsi alle 7,30 ogni mattina, partecipare ad alcuni corsi di educazione civica ed economia domestica.

Questo progetto vuole diminuire la percentuale di violenza nelle carceri. Uno dei riferimenti presi in considerazione dal carcere di Villepinte è la prigione di Mont de Marsan, situata al sud della Francia ed alcuni progetti spagnoli.

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Momentaneamente, il progetto è aperto solamente ai detenuti che hanno accettato di seguire questo patto. Le richieste di partecipazione a Respecto, però, sono in continuo aumento. La responsabile del progetto ha spiegato inoltre che, per poter fare parte di esso, i condannati devono avere avuto un comportamento impeccabile nei mesi precedenti. Sono esclusi dalla partecipazione sorvegliati speciali e detenuti per terrorismo.

«Quando ho detto che volevo realizzare questo progetto a Villepinte mi hanno preso per una pazza e una kamikaze» ha dichiarato Léa Poplin in un’intervista al settimanale francese Le Point.

Nell’area del carcere adibita a Respecto, i muri sono colorati ed i detenuti chiacchierano tranquillamente nei corridoi, seguono i corsi e praticano sport. Il tasso di violenze si è abbassato notevolmente, ed anche il rapporto con i sorveglianti risulta migliorato.
Chi non rispetterà le regole del patto, avrà tolleranza zero, senza ritegno o sconti.

«Lo scopo è quello di preparare i detenuti alla vita fuori dal carcere», dichiara Marie-Rolande Martins, direttrice del servizio penitenziario di inserimento di Seine-Saint Denis. «Questi giovani devono imparare a riempire le loro vite con qualcosa di diverso dalla delinquenza. Ma anche a saper dire dei no»

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