Dieci candidate a Capitale italiana della cultura 2020

Sono state scelte le dieci città finaliste dalla Commissione per la Capitale italiana della cultura 2020 che si contenderanno il titolo di Capitale della cultura 2020.

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Dieci le città arrivate finaliste che si contenderanno il titolo di Capitale italiana della cultura 2020. La short list delle candidate da poco è stata resa pubblica dal MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali). La vincitrice scelta tra le ultime dieci città oltre a guadagnarsi il titolo di Capitale della cultura 2020 avràin premio un bonus di un milione di euro. Compenso messo in palio dalla Legge Art Bonus dal Ministero della Cultura.

Le dieci finaliste scelte dal MiBACT arrivano in finale superando le altre 21 candidate al bando presentato lo scorso maggio. Ecco la lista delle dieci città che si contenderanno il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020 : Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.

Tutte e dieci dovranno presentare il proprio progetto alla Commissione coordinata da Stefano Baia Curioni. La vincitrice, a cui sarà assegnato il titolo di Capitale della Cultura 2020, sarà eletta nell’ambito di una cerimonia pubblica a Roma nella sede del MiBACT. La cerimonia avrà luogo il prossimo 16 febbraio alle ore 11 in presenza del ministro Dario Franceschini.

L’attuale città, a beneficiare del titolo nell’anno in corso è Palermo, L’anno che ci è appena passato ha visto in carica la città di Pistoia e la prossima, nel 2019, è Matera.

Modalità e città escluse al bando

Hanno espresso interesse al bando per la Capitale italiana della cultura 2020 ben 46 città, con il numero maggiore in Campania. Otto città, seguita dalla Puglia con 7 città  e Sicilia con 6 città. La validità di ogni candidatura è stata esaminata da una giuria di sette esperti di fama. Esperti nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica.

Il termine previsto per selezionare le dieci città finaliste era il 15 novembre 2017. Successivamente invitate ad un incontro di presentazione pubblica e approfondimento. Sulla base dei risultati verrà scelta poi la città Capitale Italiana della Cultura 2020,  entro il 31 gennaio 2018.

Le 46 città escluse
Piemonte: Asti, Casale Monferrato, Cuneo.
Lombardia: Bellano, Tremezzina.

Veneto: Pieve di Cadore, Treviso.
Trentino Alto Adige: Merano.
Emilia Romagna: Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Scandiano.
Toscana: Montepulciano, Pietrasanta, Prato.
Marche: Ancona, Fabriano, Macerata.
Umbria: Foligno.
Abruzzo: Lanciano, Teramo.
Lazio: Tivoli.
Campania: Agropoli, Aversa, Benevento, Caserta, Capaccio Paestum, Ravello, Salerno, Telese Terme.
Puglia: Alberobello, Altamura, Bitonto, Ceglie Messapica, Fasano, Gallipoli, Villa Castelli.
Calabria: Vibo Valentia.
Sicilia: Agrigento, Catania, Messina, Noto, Ragusa, Siracusa.
Sardegna: Nuoro, Oristano.




 Che cos’è Art Bonus?

Il Decreto Legge Art Bonus 31 maggio 2014, n. 83, entrata in vigore il 1 giugno 2014, designa una rivoluzione nell’ambito della cultura e del turismo. Ha introdotto strumenti concreti ed operativi per sostenere il patrimonio culturale e rilanciare il settore turistico.

La legge Art Bonus  prevede sconti di imposta per privati e aziende che aiutano il patrimonio artistico e culturale italiano. Non solo, anche per la risistemazione e la digitalizzazione delle strutture ricettive in una prospettiva globale di rilancio del settore turistico.

Estrapola un sistema di incentivi sotto forma di crediti di imposta per aiutare l’enorme e sventurato patrimonio artistico italiano. Inoltre anche tutto il comparto ricettivo che ne dovrebbe ottenere il massimo rendimento, tramutandolo in risorsa economica e lavoro per tutto il Paese.

L’iniziativa di scegliere ogni anno la ‘Capitale italiana della cultura’ è stata istituita proprio con la legge Art Bonus. E’ volta a valorizzare e sostenere la progettualità autonoma delle città italiane nel settore culturale.




Un ulteriore obiettivo è far in modo che venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale. Fondamentale per: la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

 

Felicia Bruscino

 

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