Legittima difesa e giustizia: quando lo stato scarica il barile sui cittadini

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto, dell'essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

DONA

Da tempo infuria la polemica riguardo la famosa legge sulla legittima difesa. Alcuni vogliono una legge che conceda più libertà, altri richiamano il principio secondo il quale arrivare a sparare sia ingiusto. In questo scritto non tratterò la questione da un punto di vista prettamente giuridico.

In primis analizzerò da vicino questo bipolarismo nella concezione di sicurezza e legittima difesa (in modo tale da poter capire il malcontento da ambo le parti). Successivamente analizzerò altre questioni che spesso vengono ritenute scontate; forse anche troppo.



2 dottrine di legittima difesa a confronto

  • La difesa è sempre legittima, non solo di notte! Questo è lo slogan che da tempo alberga nei cuori di molti cittadini e dallo stesso Matteo Salvini. Il segretario ha espresso rabbia e sgomento. La cosa che fa più discutere sembrerebbe essere il fatto che il cittadino può difendersi solamente dalle 22 alle ore 6:00(come se i ladri “lavorassero” solo a quegli orari)
  • Dall’altra parte troviamo chi afferma che la legittima difesa contribuisca non tanto a difendersi ma piuttosto a far nascere una comunità di “vigilantes” con un senso della giustizia molto particolarista e arbitrario. In questa direzione si muove Roberto Saviano. Egli ha voluto sottolineare la falla del “sistema italiano” nell’intendere i concetti di difesa e sicurezza. Secondo lo scrittore napoletano la sicurezza si ottiene con politiche sociali e aumento dei controlli e non scaricando l’onere della responsabilità di difendersi e mantenere l’ordine ai cittadini




L’Italia non ha mai abbandonato il  far west

Il “Far west” in Italia esiste da molto tempo ormai. Sono all’ordine del giorno le notizie di paesi assediati dai ladri. Un esempio calzante di tutto ciò è Spinetoli (un piccolo paesino di 1000 abitanti si e no). Intorno al periodo tra marzo ed aprile il piccolo borgo è stato preso di mira da un numero non identificato di persone. Questi malfattori con le loro attività, hanno preso d’assedio il paesino marchigiano (minandone la tranquillità). Numerosissimi sono stati i furti e ancora più numerose sono state le domande dei cittadini stessi. Dove sono le forze dell’ordine? Come ci difendiamo?

Ovviamente di paesi in regime stile “far west” come Spinetoli ce ne sono a centinaia sparse per tutta la penisola. Questa situazione dovrebbe far riflettere per 2 motivi.

  • La scarsa copertura garantita dalle forze dell’ordine, permette ai ladri di agire quasi indisturbati potendosi affacciare quasi tutti i giorni(se non tutti) nelle case degli italiani(facendo del saccheggio il proprio mestiere)
  • Il secondo  è il grave turbamento psicologico del cittadino (vittima del tentativo di rapina). La legislazione italiana (in tema di legittima difesa) richiede alla vittima di aggressione (in preda alla paura) la mira e la freddezza di un “cecchino” (nel cercare di non colpire organi vitali).




Una giustizia troppo docile per chi fa il “ladro di professione”

A conferma di quello che dico vorrei proporre il caso di Ermes Mattielli. Il 13 giugno del 2006, il signor Mattielli sparò ben 14 colpi di pistola contro 2 rom (ferendoli gravemente). Secondo il legale di Ermes, il povero vicentino sparò per difendere se stesso e la sua proprietà. Dopo 9 anni di processo il tribunale si risolse a favore dei 2 assalitori. Ermes Mattielli venne condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione più l’obbligo di risarcimento per 135mila euro. Il povero Ermes alla notizia del verdetto cominciò ad accusare dei malori e morì poco dopo d’infarto.

Per quanto possa essere triste questa storia, Il punto della questione (che merita molta attenzione) è un’ altro. Uno dei 2 assalitori ( Cris Caris) venne arrestato pochissimi mesi dopo (insieme al padre) durante un altro tentativo di rapina. Nonostante che, entrambi i membri della famiglia Caris sono nullafacenti da molto tempo e pluripregiudicati, sono stati in grado di continuare a fare le loro “scorribande” per molto tempo. La cosa assurda è che, di casi come questi( o almeno simili) ce ne sono a palate.

Conclusione( o forse no)

Questo scritto non è stato concepito per dare certezze. Prima di poter fare questo passo è necessario prendere in considerazione tutti i fattori inerenti al tema della giustizia ( e non solo quelli dettati da personaggi di spicco). Solo approfondendo riusciremo a farci le domande giuste e di conseguenza, avremo le giuste risposte. A tal proposito vi consiglio di leggere un pezzo molto interessante( il link qui)

 

MARCO GALLETTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stampa questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.