Neomamme e dimissioni in crescita: l’uomo è ancora il breadwinner

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Neomamme: sale ancora il numero di donne che si dimettono dopo la gravidanza.

Dagli ultimi dati emanati dall’Ispettorato del Lavoro, si é sottolineata la continua ascesa delle neomamme che si licenziano per accudire i bimbi. In particolare, sono 37mila le dimissioni avanzate da parte delle donne, molto più del doppio dei neo-papà (14mila). É, quindi, chiaro che sentano molto di più il peso dei doveri domestici e la responsabilità di educazione della prole. Gli uomini sono ancora strettamente legati alla figura del “breadwinner”: colui che porta il pane a casa. Ma da cosa vengono influenzano questi fattori?




Fattori naturali?

Da ricerche recenti, si è scoperto, infatti, che il cervello Neopapàdelle mamme subisce delle variazioni nel post parto. Aree come l’amigdala e l’ipotalamo (responsabili della cura dei figli e della formazione emozioni verso il piccolo) sembrano espandersi a vista d’occhio. Quindi anche la natura spinge le donne, piuttosto che gli uomini, a dedicarsi ai neonati? Ovviamente no! Si è notato, infatti, che dipende tutto dal legame che il genitore instaura con il bimbo. I papà che ricoprono un ruolo principale nella cura dei figli, sviluppano l’amigdala e l’ipotalamo proprio come le mamme.

Fattori psicologici?

Ancora oggi le donne sono soggette a forti sentimenti contrastanti in ambito materno e lavorativo. Molte neomamme lasciano il proprio lavoro per dedicarsi alla prole, in quanto hanno il timore di non essere delle buone madri. Ad enfatizzare il problema vi è anche uno studio condotto dal Forum economico mondiale nel 2007. Nella ricerca si è compreso come la carriera femminile sia incredibilmente compromessa dalla percezione che il lavoro venga al secondo posto dopo i figli e che badare ad essi sia naturale e biologicamente determinato per la donna.

Fattori sociologici?

Sicuramente la mentalità alla base di una società ancora troppo maschilista e sessista, non aiuta nella svolta verso un mondo più equo. Non si sa con precisione quando sia nata la netta distinzione tra contributo domestico/femminile e contributo economico/maschile, ciò che è certo è che questa separazione vige ancora oggi, sebbene con una maggior moderazione che in passato. Secondo una radicata e comune ideologia, uomini e donne operano in sfere diverse della vita. Da un uomo ci si aspetta che provveda al sostentamento economico della famiglia, da una donna che se ne curi concretamente.

Come estirpare convenzioni antiche e radicate?

Dando il buon esempio. La famiglia è uno dei componenti essenziali nella formazione primaria di un fanciullo. Se durante l’infanzia l’individuo sarà abituato ad un papà che assolve anche ai doveri domestici oltre che lavorare, e ad una mamma che invia email di lavoro oltre che stirare o pulire, il bambino crescerà con una concezione non stereotipata.

I fattori responsabili delle dimissioni materne, dunque, sono principalmente quello psicologico ma, anche e soprattutto, quello sociologico. Il quadro attuale è ben lungi dall’essere governato da situazioni di parità. Ma quanto ancora dovremo attendere perché mamme e papà assolvano in egual misura ai doveri, qualsiasi sia la loro natura?

Mariachiara Giorgia Grosso

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