Nelson Teich, Ministro della Salute in Brasile, annuncia le dimissioni

Nelson Teich si dimette dal suo incarico di Ministro della Salute

immagine da: Wikipedia.org
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È di oggi la notizia delle dimissioni del Ministro della Salute in Brasile, Nelson Teich

A spingerlo in questa decisione sarebbero state le incompatibilità con il Presidente Jair Bolsonaro.
È già il secondo ministro a lasciare questo incarico. Teich, infatti, subentra nella carica al posto di Luiz Mandetta, che fu rimosso dall’incarico di Ministro della Salute in Brasile sempre a causa di divergenze con Bolsonaro, riguardanti la gestione della crisi sanitaria.

Nelson Teich era entrato in carica il 17 aprile. Neanche un mese, dunque, prima di dare le dimissioni

Una scelta che non sorprende, considerata la gestione attuata da Bolsonaro nel corso dell’emergenza Covid-19,  a dir poco confusionaria. Bolsonaro, infatti, a più riprese ha sottostimato la portata della pandemia e la diffusione dei contagi, portando avanti una politica negazionista. Il presidente del Brasile da subito non si è espresso favorevole alle misure restrittive messe in atto da altri Paesi, anche sulla chiusura delle scuole, sostenendo che solo chi ha oltre 60 anni corre un reale rischio di contagio.

Le dimissioni del Ministro della Salute in Brasile arrivano a seguito delle richieste del Presidente di appoggiare l’uso della clorochina, farmaco generalmente usato per la cura della malaria.

Bolsonaro propone da tempo questo farmaco come cura per i pazienti ai primi stadi di contagio da Covid-19. Teich, oncologo, non ha voluto sostenere questa pericolosa decisione. Non ci sono, infatti, evidenze sufficienti  a garantire l’efficacia della clorochina come cura al virus Sars-Covid-19.
Apparentemente Bolsonaro non sembra comunque propenso a fare passi indietro. Per lui è prioritario non fermare l’economia del Paese e raccomanda la quarantena solo ad anziani e persone con altre patologie gravi.

Di pari passo continua a consumarsi il dramma dell’Amazzonia

Non solo la lotta agli incendi e alle espropriazioni della loro terra. Gli indigeni devono fare i conti anche col coronavirus, che ne sta facendo strage, nella totale indifferenza di un Presidente che sembra non preoccuparsi per la salute del suo Paese.

Anche nel resto del Brasile il malcontento comincia a farsi sentire. Molti sindaci e governatori non intendono applicare le linee guida di riapertura di alcune attività. Intanto il numero dei contagi cresce arrivando a circa 14mila casi al giorno. Il Brasile è il sesto paese con più contagi al mondo.

 

Marianna Nusca

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