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Diretta NASA: facciamo chiarezza su un paio di punti

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La diretta con cui la NASA ha annunciato la scoperta di un sistema solare (anche piuttosto vicino “appena” una quarantina di anni luce) con ben sette pianeti rocciosi di cui tre all’interno della “fascia di abilità” è l’argomento del giorno, già ieri abbiamo scritto delle modalità di comunicazione con l’articolo di Paolo Attivissimo, mentre la nostra Mariarosaria ha riassunto i fatti principali della scoperta.sistema-trappist-1
Torno sull’argomento perchè vorrei fare chiarezza su un paio di punti, non che l’informazione generalista sia stata scorretta ma mi sembra ci sia una distanza tra i titoli strillati “scoperti pianeti come la Terra” e il contenuto di articoli e servizi che potrebbe ingenerare confusione. Il primo punto è: la NASA è un’istituzione poco seria nei suoi modi di comunicazione? Il secondo punto è: considerato che non sono certo i primi esopianeti scoperti, (ne abbiamo uno pure molto più vicino a casa) qual è la reale portata di questa scoperta? esigenze di “marketing” a parte è davvero giustificata l’enfasi con cui la NASA l’ha annunciata?

No la NASA non è un’istituzione poco seria
Come già accennato dal primo articolo che ho linkato non ho dubbi su quali possano essere state le parole usate dalla NASA, che certo non ha parlato di pianeti gemelli della Terra, potrà aver usato l’espressione pianeti di tipo terrestre o al massimo pianeti simili alla Terra. Occorre fare chiarezza sul significato di queste espressioni, quando ci riferiamo ai pianeti che meglio conosciamo, quelli del nostro Sistema Solare, abitualmente chiamiamo in maniera colloquiale i pianeti di tipo roccioso pianeti di tipo terrestre distinguendoli dai giganti gassosi. Ci spingiamo a dire che un pianeta è simile alla Terra quando lo è per dimensioni o perchè le condizioni alla superficie sono (o potrebbero essere) non cosi distanti, cioè non inferni di ghiaccio o di fuoco.
La serietà scientifica della NASA, anche nel comunicare, non è in discussione, si sarebbe dovuta operare per spegnere i sensazionalismi monitorando tutti i mezzi di informazione (che comunque sono liberi) appellandosi alla moderazione? Non credo, non vedo nulla di male nello sfruttare il clamore suscitato dai titoli facili fatti da altri per ottenere un po’ di attenzione (leggasi fondi), specialmente dovendo convivere con una nuova amministrazione americana che non sembra così interessata alla ricerca scientifica.
Cosa ci dice o ci conferma la scoperta
Da ieri, come probabilmente molti di voi, ho visto un sacco di servizi e ognuno dà un piccolo pezzo di informazione, ad esempio stamattina ho sentito ricordare che la stella del sistema Trappist (se state pensando alle birre non siete fuori strada, il sistema è stato scoperto col Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope–South che è un telescopio ottico belga, chiaro che la sigla è uno spiritoso omaggio al loro prodotto nazionale più apprezzato nel mondo) è una stella nana, quindi una delle cose che questa scoperta dice agli scienziati è che forse le piccole stelle (che tra l’altro sono anche molto comuni) sono un buon posto dove cercare sistemi planetari.
Una considerazione che aggiungo io è che, al contrario di quello che qualcuno potrebbe ritenere, le piccole stelle hanno una vita molto più lunga delle stelle massicce, che bruciano il loro combustibile più in fretta, dunque scoprire che le prime sono un posto migliore per cercare pianeti accende fantasia e speranze per chi nel cosmo ricerca la vita, perchè come sappiamo l’evolversi della vita richiede tempi lunghi.
A quest’ultimo proposito va ricordato che si stima che la stella Trappist-1 abbia solo 500 milioni di anni, quindi una cosa è certa: forme di vita complesse semmai potrebbero emergere in un lontano futuro.
L’enfasi è dunque giustificata? certamente è una scoperta importante non in quanto svolta epocale, ma per le due considerazioni che ho fatto e poi per la relativa vicinanza del sistema.
Anche su quest’ultimo punto mi preme fare chiarezza: 39 anni luce tanti o pochi? Su scala cosmica sono pochi, lo sappiamo, ma giustamente qualcuno ha ricordato che con i nostri mezzi attuali ci vorrebbero migliaia di anni per arrivarci. Allora se si tratta di una cosa fattibile solo in un futuro non vicinissimo che differenza c’è con una stella a migliaia di anni luce, non sono entrambe irraggiungibili oggi e probabilmente raggiungibili domani? Purtroppo no, ci dobbiamo attenere a quello che sappiamo e quel che sappiamo è che se la Teoria della Relatività è corretta non potremo mai viaggiare più veloci della luce, si tratta di un limite fisico non tecnologico, dunque sono poche le stelle che possiamo ritenere raggiungibili in futuro.

Roberto Todini

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