Disabile a chi? Ilaria Naef dimostra che la carrozzina non è un limite

“Dedico il mio record a tutte le persone che hanno pensato di non farcela e poi, magicamente, hanno stretto i pugni e hanno raggiunto il loro sogno”.

pixabay
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Ilaria Naef, 25enne ligure, ha stabilito nella conca di Prato Nevoso il record del mondo di salto mortale in carrozzina sulla neve.

Non è stato semplice, ma  Ilaria Naef di grinta e coraggio ne ha da vendere. Ci aveva già provato un mese fa, ma non era rimasta soddisfatta della prestazione ed ha voluto riprovarci. E il 6 marzo ha eseguito un perfetto backflip, una capriola all’indietro con la carrozzina. I tecnici della stazione sciistica hanno lavorato due giorni all’allestimento della pista: era necessario creare una rampa di lancio più ripida e un apposito salto ad hoc completamente in neve.

La scoperta dello sport

Ilaria Naef è disabile sin dalla nascita a causa di una paralisi cerebrale dovuta alla nascita prematura. Per lei è la normalità. Dice però di aver vissuto due vite: una prima e una dopo la scoperta dello sport. La sua passione più grande è sempre stata lo skateboard e a 14 anni ha deciso di inseguire il suo sogno, allenandosi in Germania e diventando in Italia la prima (e l’unica) atleta italiana di Wheelchair motocross, una sorta di freestyle sulla carrozzina.

«Quello che voglio far capire agli altri è che la carrozzina non è un limite, ma una possibilità di fare cose meravigliose. Le mie acrobazie sono da esempio a tante persone. Ci sono mamme di bambini disabili che mi scrivono perché sono da stimolo per i loro figli: è questa la mia ricompensa».

Quello che sorprende di lei non è soltanto quel salto all’indietro in carrozzina, quanto la sua attitudine alla vita ad aver trasformato la disabilità come un’opportunità per migliorare se stessi e per spronare a non autocommiserarsi. E lei lo ha fatto, urlando che “la vita è una figata” e dimostrando che la sua carrozzina sono il suo “paio d’ali”. Non vuole barriere, né mentali né fisiche. Ilaria non vede lo scalino come un ostacolo, ma come un trampolino di lancio.  La sua vita è cambiata quando ha accettato i suoi limiti e: “quando ho iniziato a vivere prendendone coscienza, accettandoli e farne un punto di forza”. E ha intenzione di far arrivare questo messaggio a colore che in Italia vivono nella sua stessa situazione.

Disabilità e autonomia

Per fortuna di storie come quelle di Ilaria se ne sento molte. Alex ZanardiIacopo Melio, Bebe Vio o Ezio Bosso per nominare i più famosi. Ma tanti altri sono sconosciuti, persone che hanno vinto la propria sfida con la vita ed hanno deciso di affrontarla con il sorriso. Che si battono per sconfiggere gli stereotipi legati agli handicap fisici e per essere autonomi. Affinché tutti noi che ci definiamo normali possiamo essere più grati e possiamo combattere insieme la loro battaglia. Affinché non esistano più barriere, fisiche, mentali e soprattutto architettoniche. Affinché la disabilità non diventi un peso, ma una risorsa alla società.

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