Discriminazioni razziali nella danza: è scandalo allo Staatsballett di Berlino

La ballerina Chloe Lopes Gomes denuncia lo Staatsballett per discriminazioni razziali.


La ventinovenne  francese di origini capoverdiane afferma di aver subito per due anni discriminazioni legate al colore della pelle, a partire suo ingresso nella compagnia tedesca.  A spingere la ragazza a muovere accuse formali è stata la decisione del suo licenziamento dopo la scadenza del contratto a luglio.
“Mi è stato detto che avevano bisogno di lasciare andare alcuni ballerini a causa del COVID, e che sarei stata più felice in una compagnia più piccola, perché non ero stata molto sul palco.” Riporta Chloe in un’intervista. Chloe Lopes Gomes ha fatto il suo ingresso nella compagnia nel 2018, per volontà dei co-direttori Johannes Öhman  e Sasha Waltz.
“Non sapevo di essere la prima ballerina nera allo Staatsballett Berlin quando sono entrata nella compagnia nel 2018”.


Chloe si è dichiarata meravigliata per l’intervista immediata, effettuata subito dopo l’ingresso nella compagnia. I problemi con l’insegnante si sono verificati già alle prime lezioni.

Il whitefacing e gli abusi

Chloe ha testimoniato di aver subito costantemente richiami durante le prove e di essere stata volutamente marginalizzata sul palco. Le accuse sono indirizzate all’insegnante, che avrebbe costretto la ragazza alla pratica del whitefacing, intimandole di colorarsi le braccia di bianco prima di salire sul palco per la  première de Il  Lago Dei Cigni.
“Ho parlato con Johannes, che ha deciso che avrei dovuto esibirmi così com’ero.” Una compagnia più aperta ed inclusiva era il focus di Johannes Ömhan, ma il cambio di direzione ha rimescolato le carte in tavola.

Discriminazioni razziali e Coronavirus





L’impatto negativo della pandemia si ripercuote anche in ambito sociale, diventando una scusante per scelte arbitrarie non giustificabili. Chloe Lopes Gomes si è unita a  sostegno  del movimento “Black Lives Matter”. Danzando sulle note di Braun, in un video ha lanciato l’appello “Il tempo del cambiamento è ora”, attingendo dalle parole di Marin Luther King.
La denuncia di Chloe abbraccia in modo più ampio il mondo della danza, accusato di essere specchio dei propri canoni e cieco verso la società in cui è proiettato.
“C’è ancora questa idea nel mondo del balletto, che devi soffrire per farcela.  Noi, la generazione più giovane, non possiamo più accettarlo.  Il balletto deve riflettere la società.  Non voglio subire abusi solo per poter ballare. Voglio essere felice nella mia vita, non solo quando salgo sul palco.”
Sono in corso delle indagini allo Staatsballett per verificare la valenza delle accuse.

Elena Marullo

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