Dislessia: chi non la conosce pensa sia una moda

la dislessia non è una moda
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La dislessia non è una moda è un disturbo neurologico dell’apprendimento.

 




E’ scandaloso che ancora si usino termini settari e discriminatori nei confronti di coloro abbiano delle caratteristiche diverse. E’ ancor più scandaloso quando a dichiararlo sono personaggi che dovrebbero documentarsi.

Il pedagogista Daniele Novara, dicono tra i più noti, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera, riferendosi a bambini Dsa o Iper attivi che: “una volta sarebbero stati definiti birichini o monelli”. Prosegue dicendo: “adesso c’è la mania da neuropsichiatria”.  Paragona “la stagione delle tonsille o dei piedi piatti” come la chiama lui, quando venivano appunto asportate le tonsille a molti bambini, ad una “stagione di eccesso di diagnostica neuropsichiatrica”. http://www.corriere.it/cronache/17_ottobre_21/dsa-o-iperattivi-forse-solo-monelli-bambini-malati-immaginari-troppa-diagnostica-neuropsichiatrica-fdd1bae4-b5b0-11e7-8b79-fd2501a89a96.shtml





Allora in questa stagione ci si è accorti, molto fortunatamente, che i bambini non sono solo monelli o birichini, ma forse hanno delle capacità diverse. Sempre fortunatamente, grazie a questa stagione di evoluzioni di studi sull’argomento, per chi li fa, gli esperti del settore hanno riscontrato che molti di quei “monelli” degli anni ’60 erano dislessici. Purtroppo siccome non era di moda lo hanno appurato da adulti, taluni con gran sollievo perché hanno dato una spiegazione plausibile ad un disagio vissuto sino a quel momento.



Questi “birichini” prima di ottenere una diagnosi devono affrontare numerosi test e sedute da neuropsichiatri infantili oltre che logopedisti. Vogliamo pensare che tali professionisti siano tutti alla rincorsa dell’ultima moda? O forse è meglio credere che le evoluzioni in campo psichiatrico abbiano scoperchiato un vaso di pandora che tempi addietro si teneva ben custodito?

Albert Einstein diceva: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”  Certamente lo pensava perché anche lui era stato un bimbo “monello e birichino”.

Le problematiche che i dislessici devono affrontare, specialmente in fasi di crescita, non sono affatto una passeggiata. Se la società invece di cercare di comprendere continua a puntare il dito non gli sarà certo reso il compito più semplice, anzi. Se poi certe dichiarazioni servono per vendere più libri di pedagogia allora abbiamo ben spiegato la “moda”.

 

 

Raffaella Presutto

 

 

 

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