Istat, disoccupazione stabile all’11%. Aumentano i giovani, calano gli inattivi

Secondo l'ultimo rapporto Istat a marzo 2018 la disoccupazione si mantiene stabile all'11% segnando risultati positivi dal 2011. Aumentano anche i giovani occupati e calano gli inattivi.

I dati vanno rapportati con l’aumento dei contratti a termine.

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A marzo il tasso di disoccupazione rimane stabile mentre aumenta il numero degli occupati e cala quello degli inattivi. È questa la fotografia sull’occupazione scattata dall’Istat a marzo 2018 che registra dati sostanzialmente positivi. La ripresa dell’occupazione segna dunque un dato positivo e si dimostra in aumento rispetto al lieve calo registrato a fine 2017.



I dati di marzo 2018

Secondo l’Istat il livello di disoccupazione a marzo resta stabile all’11%, continuando a mantenersi a livelli più bassi di settembre 2012 ma sopra di 5 punti percentuale rispetto ai livelli pre-crisi. Gli occupati crescono e segnano un +0,3% rispetto a febbraio, pari a 62 mila unità. L’aumento maggiore si registra tra i 15-34enni, pari a 68 mila unità. In totale, l’aumento delle persone in cerca di occupazione ha subito un aumento dello 0,7% su base mensile, corrispondente a 19 mila unità. Il numero degli occupati si attesta così a 23 milioni 134 mila unità, la miglior performance da luglio 2008.

Cala anche la disoccupazione giovanile: nella fascia 15-24 anni scende al 31,7%, cioè 0,9 punti percentuali in meno rispetto a febbraio, segnando così il tasso più basso da dicembre 2011. Nel complesso, in un anno la disoccupazione è calata del 4%, cioè -118 mila unità, attestandosi così a 2 milioni 865 mila.

Diminuisce anche il numero degli inattivi, ovvero coloro che non hanno un lavoro e non lo cercano. Secondo l’Istat il tasso di inattività scende al 34,4% segnando così il minimo dall’inizio delle serie storiche del 1977. Il loro numero si è ridotto di 100 mila unità in un solo mese, mentre il tasso di occupazione è salito di 0,2 punti rispetto a febbraio. Con il livello di occupazione al 58,3% si tratta del miglior risultato da ottobre 2008. Nello specifico, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,8%, pari a -104 mila unità.

Più contratti ma meno donne

I valori positivi dell’occupazione si scontrano però con quelli della disoccupazione femminile. Il dato generale sul calo dei disoccupati deve essere quindi rapportato con l’aumento delle donne disoccupate e, in generale, dei disoccupati che si concentrano nella fascia 35-49 anni.




Inoltre, l’aumento dell’occupazione deve anche essere rapportato con la tipologia di contratto. Si nota così un sostanziale aumento dei rapporti di lavoro indipendenti (+56 mila) e a termine (+8 mila) che coinvolgono 323 mila occupati in più. La crescita coinvolge dunque quasi solo contratti a termine, mentre segnano un sostanziale calo i contratti a tempo indeterminato.

Nicolò Canazza

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