Il dispensatorio sociale di Praia a Mare apre i battenti

Praia a Mare torna ad occuparsi dei bisognosi, e lo fa, di nuovo, nella figura di Don Marco Avenà. L’ideatore del dormitorio per i senzatetto infatti inaugura il dispensatorio sociale

La figura di Don Marco Avenà era salito agli onori della cronaca lo scorso febbraio, quando aveva inaugurato il dormitorio per i senzatetto. A distanza di poco più di un anno il parroco del piccolo comune calabrese si rende protagonista di un altro gesto di carità. Apre infatti i battenti il dispensatorio sociale.

La Casa di Rut

Il primo febbraio 2020, a Praia a Mare, Don Marco Avenà inaugurava un dormitorio per senzatetto. L’iniziativa, finanziata dalla Caritas, prevedeva il restauro di spazi sotterranei della parrocchia San Paolo Apostolo, per permettere a persone in situazioni di disagio di sostarvi.

Il dormitorio, ancora in funzione, si compone di 15 posti letto, e dà la possibilità agli occupanti di usufruire degli adeguati servizi igienici per la persona. Naturalmente l’accesso è regolamentato da colloqui preliminari condotti con i richiedenti, in modo da entrare nella specificità della situazione e valutare l’effettiva necessità. Ciò è atto a non occupare inutilmente posti letto.

Inoltre, nel caso ce ne fosse bisogno, gli occupanti possono accedere alla prima assistenza sanitaria, e a visite di base, condotte dai medici cattolici volontari. Lo spazio non nasce nel vuoto, e va a completare la presenza della mensa già istituita nella parrocchia, che sfama circa 20 persone.



Il dispensatorio sociale

A distanza di un anno la parrocchia di Praia a Mare torna a far parlare di sè. Questa volta l’iniziativa è di più ampio respiro e abbraccia tutte le fasce sociali in difficoltà. Vede la luce infatti il dispensatorio sociale, un vero e proprio supermercato per bisognosi.

Il funzionamento della struttura è molto semplice, chiunque si trovi in difficoltà può far richiesta di aiuto alla parrocchia. Una volta visionata ed approvata la proposta il bisognoso sarà munito di una tessera a punti, caricata in base al nucleo famigliare del soggetto, con cui potrà acquistare prodotti all’interno del dispensatorio. Ogni prodotto corrisponde infatti ad un dato numero di punti, che vanno, in pratica, a sostituire i soldi.

Il dispensatorio è fornito di ogni tipo di prodotto, non solo alimentare. Sono presenti anche tutti i prodotti per l’igiene personale, e persino scarpe e vestiti nuovi. I prodotti offerti all’interno della struttura sono forniti da cittadini e associazioni locali, come il Banco Alimentare di Cosenza o il Lions Club. In questo modo si cerca di arginare la situazione di povertà in cui verte la zona, aggravata dalla pandemia.

L’importanza dell’iniziativa

L’Oasi di carità sta acquistando un ruolo sempre più centrale nella comunità, e i servizi offerti non si limitano solo a quelli sopracitati. I pasti caldi vengono infatti distribuiti anche a domicilio, nella case di anziani o persone impossibilitate a muoversi. Oltre a ciò nella parrocchia è possibile avere la consulenza di diversi professionisti, che offrono sostegno in campo lavorativo, sanitario, legale e psicologico. Il tutto naturalmente è offerto in modo del tutto gratuito.

La portata e la provenienza di tale iniziativa non è scontata, e in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo è importante rimarcare alcuni aspetti. Date le difficoltà dovute dalla pandemia di Covid-19 infatti un polo di assistenza tanto vasto diventa fondamentale per sostenere le classi sociali meno abbienti. E’ importante infatti che agli aiuti statali si affianchino iniziative volontarie  di solidarietà, per stringere i ranghi e superare tutti insieme uno dei periodi più difficili della storia recente.

Anche il fatto che l’iniziativa provenga dalla Chiesa è da sottolineare. E’ infatti cosa nota che nel nuovo millennio  l’affluenza e la fiducia nell’istituzione cattolica sia andata scemando, e gli scandali legati al Vaticano degli ultimi anni sembrano aver dato il colpo di grazia. La Chiesa viene percepita sempre più distante dalla realtà, ed ancorata ad una visione e a degli ideali retrogradi.




Lo sfarzo presentato nelle chiese poco ha a che fare con l’impoverimento della popolazione, e lo scotto della crisi del 2008 è ancora fresco nella memoria comune. I vari movimenti giovanili progressisti inoltre portano i giovani a distaccarsi da un’istituzione promotrice di idee che appartengono al passato.

Se un’iniziativa del genere quindi è promossa dalla Chiesa acquista tutto un altro significato. Per una volta l’oro e l’incenso delle cattedrali non sembrano così distanti, e accolgono a braccia aperte gli ultimi, nel più classico dei gesti francescani. la Chiesa torna ad essere la casa dei bisognosi, almeno nel piccolo borgo calabrese.

La nostra speranza è quella di vedere iniziative di questo tipo prolificare, sia nelle parrocchie che in forma privata, in modo da sostenere un tessuto sociale fortemente provato dai recenti avvenimenti.

Marzioni Thomas

 

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